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Pagina creata il 12 Marzo 2018
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Aggiornata Mercoledì 10-Ott-2018

 

 

Pensieri, appunti sparsi, versi, opinioni estemporanee, aforismi...

 

10 Ottobre
E' bellissimo non avere pulsioni sessuali, non essere condizionati dalle esplosioni ormonali, non dover lottare ogni istante o la maggior parte del tempo contro la chimica, ma... è bellissimo avere pulsioni sessuali, essere condizionati dalle esplosioni ormonali, dover lottare ogni istante o la maggior parte del tempo contro la chimica. La vita è un viaggio impervio, un'avventura straordinaria, un dolore tremendo che non smette mai di stupire e annichilire.
...
Poesia dentro - e intorno il mondo brucia. Quando le fiamme mi lambiranno i piedi non sarò egoista, testarda - aprirò le ali e spiccherò il volo, senza rimpianti. (appunto del 2011 ritrovato tra le carte)
10 Ottobre

Se non vedi il problema, il problema sei tu.

9 Ottobre

Mai il potere ha servito il popolo - al contrario, il popolo ha servito lui. Sempre, da sempre, il potere serve a se stesso e il popolo serve il potere. In alcuni paesi questo è più vero che in altri. L’Italia è uno di questi, fa scuola.

Ci siamo abituati a subire molto, moltissimo e ormai siamo nuovamente pronti a subire tutto. Anzi, ci pare scontato che analfabeti funzionali, buffoni, pazzi, ladri e mascalzoni ci governino, ci pare normale perché ci somigliano, siamo come loro, o sono ciò che, potendo, vorremmo essere, diventare.

Ci sembra normale che un branco d’incompetenti decida per noi, perché ci riconosciamo nei deliri che li guidano, li condividiamo, professiamo l’iniquità, invochiamo il sopruso, bramiamo purghe e morte contro chi sta peggio o non è come crediamo dovrebbe essere, come se sua fosse la responsabilità del nostro declino, del nostro fallimento, del nostro abbrutimento come persone e come specie. Facciamo tutto questo e nemmeno ce ne accorgiamo e se ce ne accorgiamo neghiamo. Potessimo ci appunteremmo una medaglia al petto.

Siamo nullità incapaci di dare a questo paese una classe dirigente, politica e amministrativa, degna di un paese civile. Ma non siamo un paese civile, non lo siamo più, forse non lo siamo mai stati. Siamo un paese allo sfascio, in demolizione, e ci sta bene così. D’altronde, non sappiamo comprendere nemmeno il significato di cose semplici e sacre come la libertà, il diritto, la giustizia, come potremmo sperare di elevarci quel tanto che basta per meritare un futuro qualsiasi, non dico migliore? Quando qualcuno è libero e qualcun altro no, quando i diritti diventano privilegi, quando sulla giustizia prevale la legge, quando la legge diventa un’arma in mano al potere e ai suoi servi, la strada verso il barato è imboccata e il precipizio si avvicina. Indietro non si torna.

Allora si può solo sperare che il tempo corra veloce trascinando via con sé quest’umanità indegna dell’aria che respira.
7 Ottobre

ELEMOSINE DI STATO

Nel Dicembre del 2017, da bravo, povero illuso, presentai al Protocollo del Comune di Lucca la domanda per ricevere il Reddito di Inclusione (REI).

L'Ufficio mi telefonò qualche tempo dopo per comunicarmi che c'era un errore nella compilazione, così fissammo un appuntamento durante il quale, con l'aiuto degli impiegati, avrei potuto correggerlo.

Non posso descrivervi (perché parole non vi sono) il mio sconcerto quando l'impiegato mi suggerì di dichiarare il falso in quanto, secondo lui, non era possibile non compilare la sezione della domanda nella quale si sarebbero dovuti elencare i componenti del nucleo familiare. Ignorava, il mio stipendiato, che avessero diritto al Reddito di Inclusione anche le persone sole, senza famiglia, i singol, i piccoli fiammiferai di questa italietta che definirla una cloaca le si fa un complimento.

Naturalmente, mi rifiutai di apporre crocette a sproposito e naturalmente non ho visto un centesimo.

Voglio sperare che ciò sia accaduto perché i fondi a un certo punto andarono esauriti, e non perché l'ufficio preposto abbia cestinato la mia domanda ritenendola, A TORTO, non corretta, ma non posso saperlo.

Non ho visto nemmeno una scatola di pomodori pelati quando sono andato a chiedere un pacco alimentare alla Croce Verde. Ci sono tornato altre tre volte nello stesso orribile periodo, ISEE entro i limiti di legge alla mano. Inutilmente. Forse non mi è toccato nulla perché, essendo il servizio affidato alla completa discrezionalità dei volontari che lo gestiscono, non devo essergli risultato particolarmente simpatico, o forse, avendo fatto una doccia prima di andare ad elemosinare un tozzo di pane, non puzzavo abbastanza. Non so. Non lo saprò mai.

Alla fine, l'unica cosa che ho avuto è stato un pasto caldo servito il 25 Dicembre al pranzo dei poveri organizzato alla Croce Verde. Pranzo che ho comunque gustato con gratitudine perché il Natale a casa, da soli, non è uno spasso.

Come è ovvio non chiederò più un pacco alimentare. Mica è divertente andare a farsi prendere in giro da gente che ha tutto e sul tuo nulla piscia senza farsi alcuno scrupolo, e non presenterò più alcuna domanda per avere elemosine umilianti che poi nemmeno mi verrebbero corrisposte, come ampiamente dimostrato nei fatti.

Il diritto, in questo paese, è una parola vuota, senza significato, e qui a Lucca, in particolare, senza una famiglia che ci mette una pezza, senza amici piazzati nei posti giusti che decidono per qualche motivo di dare una mano, non si va da nessuna parte, peggio, non si esiste proprio.

Un anno dopo il REI ecco che quattro smargiassoni fuffaroli come non se ne vedevano dai tempi del ventennio (Berlusconi e Renzi erano e restano dei dilettanti), festeggiano la conquista del potere stappando Champagne e millantando di aver sconfitto la povertà. Buon per loro e buon per chi gli da credito. Io ne ho viste e subite troppe per farmi abbindolare, quindi affermo che la storia fatalmente si ripeterà e una fetta degli aventi diritto all'immorale elemosina di Stato chiamata a sproposito "Reddito di cittadinanza" non percepirà un centesimo, a meno di non avere qualche santo in paradiso. Mi riferisco ai singol, alle persone sole come cani e senza particolari disagi, a parte non potersi permettere neppure un paio di scarpe e i beni di prima necessità. Quelle che nemmeno i detrattori dei nazifascisti finiti al governo si ricordano, considerano.

Non entrerò nel merito delle modalità con cui l'elemosina sembra sarà elargita. Circolano molte voci e troppe dichiarazioni dei suoi ideatori la rendono offensiva, insopportabile persino a chi ha davvero grandi difficoltà a campare. Effettivamente, i tempi non sono ancora maturi per dare fiato alle trombe, ma più che un'analisi del provvedimento, in sé, sarebbe e sarà utile, doveroso, ragionare sulla reazione scomposta, classista, razzista e discriminatoria che i fortunelli stanno avendo di fronte al rischio di veder migrare un po' delle loro tasse (idealmente anche quelle che hanno allegramente, sistematicamente, orgogliosamente evaso), nelle Card a scalare destinate ai cosiddetti poveri, Card che al più favorirebbero i consumi di certe categorie merceologiche, di certo non debellerebbero la povertà. Sarà anche interessante fare due conticini, pallottoliere alla mano, perché se ai poveracci aumenti le tasse stesse (e i poveracci sono gli unici che non scaricano un centesimo e non possono proprio evitare di pagarle, TUTTE), il costo del gas, della luce, dell'acqua, dei trasporti, di quei beni e quei servizi di cui evidentemente non è possibile fare a meno, 'sto reddito diviene, in tutta evidenza, una enorme presa per i fondelli (tolgo da una parte per mettere nell'altra che poi riversa in quella da cui ho tolto all'inizio). Insomma, se tanto mi da tanto, siamo di fronte all’ennesimo gioco delle tre carte che conferma la regola: lo Stato biscattiere bara e naturalmente vince, sempre.

Ma non voglio rovinare la festa agli idolatri dell’alleanza penta-leghista. Vi sarà tempo e luogo per chiudere il cerchio. Basta saper aspettare.

26 Settembre

Il mio nome anagrafico originario non mi abbandonerà mai. Così accade che se vengo contattato da un Call Center che ha ancora le vecchie generalità, per tagliar corto affermo sibillinamente che Cinzia Ricci non c'è più. So bene che questo crea imbarazzo perché mai si vorrebbe disturbare qualcuno che è passato a miglior vita, sebbene la frase non significhi precisamente questo. Insomma, approfitto impietosamente dell'equivoco che ho generato per sbarazzarmi dei molestatori, ma il punto è che sono il primo a cadere nell'inganno. "Non c'è più", e il cuore per un attimo ha un sussulto, sinceramente si duole e tutto pare irrimediabile. Lo è, in un certo senso, ma non in quello! Mi accade anche, avendo un'amica omonima, che resti interdetto di fronte al display del telefono che mi annuncia una sua chiamata. Chi è questo usurpatore! Chi osa fingere di essere me, chi osa prendermi in giro? Allarme: furto d'identità! E' un attimo, sia chiaro, ma in quella manciata di millesimi il cervello fa davvero un triplo salto mortale carpiato all'indietro e ritorno sul trampolino.

Forse tutto questo ha una spiegazione e un nome. Giusto per non complicarmi la vita, facciamo che posso sopravvivere senza saperlo?

Settembre

Non è mai il tempo della rabbia quando non si è parte lesa.

17 Settembre

Gesù fu venduto per trenta denari. L'Italia sta facendo la stessa fine, venduta per trenta denari alla Lega, al peggior fascismo, ai peggiori fascisti. Questo fascismo vi mangerà, vi sta già masticando, vi ha già ingoiati, interi, scarpe e tutto. Siete responsabili, come chi vi ha preceduto, della morte della democrazia e del diritto. Vostra è e sarà la responsabilità di tutte le teste rotte, tutte le sopraffazioni, tutta la sofferenza, i morti, tutti i danni che la vostra azione o inazione causerà ad una parte dei cittadini di questo infelice paese. Cittadini - parola a voi cara ma di cui non avete compreso il significato e che non onorate di certo - non solo nativi, non solo eterosessuali, non solo cattolici o cristiani, non solo maschi, non solo bianchi, non solo normodotati, non solo mediamente intelligenti, non solo ricchi o almeno abbienti, non solo pentastellati, leghisti, fascisti.

Nessuno che non veda e non capisca l'enormità di quello che sta accadendo, nessuno che non si ponga in aperta opposizione, può essere mio amico, perché, per quanto mi riguarda, i miei non sono discorsi vuoti, esercizi di stile, chiacchiere fesbucchiane tanto per far qualcosa e darmi un tono da fine pensatore de noiantri. Sulla graticola, con un piede già di là dalla morte civile, ci sto io. E' un fatto. E' un fatto oggettivo e personale, sì. Io rischio la pelle, simpatici lavaggi con la benzina, punizioni esemplari, l'esclusione e lo stigma sociale, il linciaggio mediatico. Io e anche i vostri figli, i loro figli, i vostri nipoti, persino voi stessi, ma se non arrivate a capirlo, da soli o civilmente aiutati, io non posso farci proprio nulla.

17 Settembre

Ho 54 anni. Per un uomo non sono tanti. Un uomo cis, alla mia età, ha ancora molte frecce al suo arco, molte buone probabilità di trovare una compagna, magari anche sposarsi e mettere su famiglia. Un uomo cis, sia chiaro, un uomo Trans se lo può scordare, ma anche avesse, avessimo, avessi le stesse possibilità di un uomo cis, non mi farebbe star bene sapere che un governo che definire nazifascista gli si fa un complimento, sta per defecare sul diritto di famiglia, sulle garanzie poste a tutela delle parti deboli nella famiglia e nella società, i bambini e le donne.

Invece di sconfiggere il patriarcato, il maschilismo, la misoginia, l'eterosessismo, la cultura dello stupro che ci affligge da secoli, come se il Novecento non sia mai esistito, come se un salto spazio-temporale lo avesse bypassato in un batter di ciglia, stiamo riuscendo in un impresa a dir poco disperata: riportare la condizione delle donne e dei fanciulli all'Ottocento, in un epoca addirittura antecedentemente l'industrializzazione.

L'avevano detto: saremo il Governo del cambiamento, ma non avevano spiegato in quale direzione ci avrebbero trascinati, se in avanti o indietro. Ora lo sappiamo, lo abbiamo capito, e chi sta con quella feccia, chi si illude, chi accoglie con soddisfazione quanto quotidianamente ci viene propinato, non può essere amico mio e in realtà non può essere amico di nessuno, nemmeno di se stesso.

16 Settembre

Scuole imbrattate con svastiche e cazzi, inneggiamenti a Salvini, epiteti contro le donne; gay aggrediti, massacrati di botte, minacciati, cosparsi di benzina; persone di altre etnie, picchiate, schiavizzate, ammazzate; Trans privati dei più elementari diritti (il diritto alla salute, alla sicurezza, al lavoro, all'istruzione); lesbiche e donne stuprate, uccise da amici e familiari, italiani; ministri che minacciano di riportare indietro le lancette della storia modificando o addirittura completamente cancellando garanzie, tutele e diritti di quelle categorie evidentemente ritenute indegne di esistere (la lista è la stessa che nella prima metà del novecento ha portato alla morte decine di milioni di esseri umani INCOLPEVOLI)... e questa massa di mentecatti che votano e respirano la mia stessa aria non ha altro da dire che è colpa del PD? Che l'unica emergenza sono gli sporchi negri? Che in questo paese non c'è né fascismo, né razzismo? Vi auguro in sorte ciò che voi volete infliggere a chi non gradite, anzi, la sapete una cosa?, vi toccherà proprio perché il mondo che volete con tutte le vostre forze, quando avrà esaurito che avete destinato ai forni, arriverà a mangiare se stesso, cioè voi.

Se aveste impiegato un po' del vostro inutile tempo per studiare la storia, avreste imparato che il modello di società che pretendete di restaurare non risparmia nessuno, nemmeno i suoi servitori.

Deficienti che non siete altro.

Settembre

Aperta una sede di forza Nuova a Lucca e i nuovi politicanti si stracciano le vesti dimostrando di non conoscere né il territorio, né la storia persino recente della nostra provincia, figuriamoci cosa possono saperne dell’Italia e del mondo di 80/100 anni fa.

Forza Nuova aveva già una sede a Lucca, precisamente nella centralissima Via dell'Anfiteatro. Anzi, per quanto mi è dato ricordare, questa è stata una delle prime sedi di Forza Nuova aperte in Italia. D'altronde, ma pare che tutti cadano dal pero un giorno sì e l'altro pure quando si parla di fascisti, Lucca è da decenni un laboratorio in cui le destre sguazzano e prosperano. Io c'ero negli anni Settanta. Ricordo Marco Affatigato che brindava al Caffè Casali con grossi esponenti delle forze dell'ordine. Ricordo bene anche Fiore e i camerati di Lucca, a covare la nidiata di nazifascisti in erba e di buona famiglia che poi di danni ne hanno fatti, largamente impuniti e tollerati - uno su tutti, Andrea Palmeri, oggi indisturbato killer mercenario in Ucraina.

L'ondata nera (come la definiscono le cattive coscienze di cui sto parlando), qui è fatto assodato e consolidato. Ha messo radici nelle scuole divertendosi a intimidire studenti e professori, si aggira nelle strade da brava squadraccia, picchia, mena e minaccia.

L'allarme è colpevolmente e intenzionalmente tardivo. Ahinoi.

16 Agosto

Infilare il calcio (rappresentato virilmente da due ultrà in calzoncini corti appartenenti alle opposte tifoserie genovesi, di spalle) in un'immagine (anche graficamente MOLTO brutta) che vorrebbe rendere omaggio alle vittime del crollo del Ponte Morandi, è una cosa di un tale cattivo gusto, di una totale mancanza di sensibilità, di un tale populismo che fatico persino a pensarla possibile? Ma proprio nessuno di quelli che la stanno utilizzando e che la stanno facendo circolare invitando ad usarla come immagine del profilo, la trova imbarazzante, inappropriata?

No, evidentemente. Qualcuno (mi piacerebbe sapere chi) ha lanciato l’idea e dietro gli altri. Così. Penso la maggior parte senza nemmeno pensare.

Tra altre soluzioni più discrete, delicate, rispettose, ne circola una che porto ad esempio e che, ovviamente, nessuno ha invitato ad utilizzare. Quella con la scritta “silenzio” che unisce idealmente i due monconi del ponte. Troppo difficile da capire, troppo civile? Non abbastanza banale, vero? Non abbastanza sessista, alla portata anche del più fiero analfabeta funzionale, eh?

Già.

Buonanotte, Italia. Ma buonanotte davvero.

26 Luglio

E niente, è così. Passi la vita a studiare, ragionare, sperimentare, ti dissangui per dotarti degli strumenti necessari, seppur basici, e ti maledici per non poter avere di più, impari, dimentichi e ricominci, ti finisci gli occhi al computer, mai un grazie ma per l’arte, la poesia, la ricerca, si fa… poi, un giorno, arriva un pirla qualsiasi, scatta una foto di merda con il cellulare, brutta, storta, sfocata, decentrata ed è un tripudio, partono le ola da stadio, decine di condivisioni, baciamani e salamelecchi neanche avesse dipinto la Gioconda.

Ma perché, perché, perché non me ne sono andato quell’unica volta che avrei potuto farlo?

26 Luglio

Dunque... su Marte c'è l'acqua. Sai che scoperta, l'acqua è un po' dappertutto nell'universo, ma va bene, facciamo finta che sia un fatto INCREDDDIBBBILE. E' cominciato il delirio. Addirittura è partito lo sfottò in direzione di chi cerca di scoprire un modo di riciclare quella che abbiamo e non è più buona, e ancor di più verso chi cerca il modo di crearla, commestibile. Dice: "A che serve darsi tanto da fare quando su Marte ce n'è addirittura un lago pieno?": Massa di idioti galattici. Intanto è un laghetto, non l'oceano dei primordi terrestri. E poi, quanto, di grazia, dovrebbe costare un nanogrammo di acqua marziana considerato che dovremmo andare a prendercela lassù? Il nulla cosmico c'avete nella capoccia.

26 Luglio

Questo è veramente il paese dei miracoli e i santi miracolanti stanno tutti con il faccione ben orientato a favore di telecamera, stanno soprattutto nelle redazioni dei giornali, dietro le tastiere a scrivere minchiate: puoi essere stato la peggior persona del mondo, aver fatto le peggio schifezze, oppure non aver fatto una beata mazza o assolutamente nulla di eccezionale, ma se fai parte dei gruppetti che contano, muori e buono e bravo e bello e intelligente e innovatore come te...

Ho esaurito pure il vomito.

24 Luglio

Ma che palle: e i sandali no, i calzini no, il colletto della polo alzata no, questo no, quest'altro no, no, no, no e su ognuna e le mille altre stronzate che fanno la differenza tra scopabile e indigesto, vi giocate non solo le relazioni, ma pure quell'inutile residuo di valore umano che farebbe, questo sì, la differenza tra il nulla e l'ameba. In confronto a voi la peste nera era un innocuo bacillo.

19 Luglio

Parlare di occhi sopravvissuti al mare e non averne che per se stessi, non riuscire ad andare oltre i propri. Neppure saperlo.

Dio, un colpo di spugna, un solo, semplice colpo di spugna - che ti costa?

18 Luglio

A me questa storia che si deve sempre guardare il bicchiere mezzo pieno altrimenti si fa la figura dei musoni, mi irrita un tantino. Non so cosa ci vedono i simpaticoni, ma io nel bicchiere mezzo pieno ci vedo troppo poco e in quello mezzo vuoto ci vedo il nulla.

17 Luglio

A me l'indignazione non scatta mai, o almeno mai nella forma con bava alla bocca e giù un effluvio di cazzate a raffica come fosse una gara di rutti. Scatta, invece, il bisogno irrefrenabile di capire, sapere, di farmi un'idea MIA su base quanto più oggettiva possibile. Quelle rare volte che sento potrebbe partirmi la vena, so che la pancia sta tentando di saltare sulle barricate e corro ai ripari: mi armo di pazienza e comincio a studiare.

Lo so, sono un odioso spocchioso, un rosicone, un radical chic e... c'è altro?

16 Luglio

Occorre lasciare spazio alle voci, smettere la propria, mettersi da parte, e ascoltare. Ascoltare e specchiarsi, riconoscersi nell'altr*. Ecco la banalità del bene.

15 Luglio

Caro Renzuccio, il 17 gennaio 2018 dichiarasti a Matrix di avere in banca a malapena 15.859 euro. Volevi farti compatire, fare il poraccio, dimostrare che se si è onesti con la politica non ci si arricchisce e di certo tu e tutti quelli intorno a te, a partire dalla famiglia, non vi eravate e non vi stavate approfittando del potere per fare gli interessi vostri. Molti si sono bevuti le tue fregnacce sin dal 1994, anno del tuo ingresso in politica, e molti, moltissimi, ancora se le bevono per non ritrovarsi appiedati dopo che li hai strategicamente accomodati ovunque hai potuto. Poco conta, in effetti, solo gli stupidi e i sedicenti furboni hanno potuto dare credito a te e alla tua ciurma. Nonostante tutti i danni che hai fatto, ma eri e resti in buona compagnia, sei ancora lì a farci rimpiangere Berlusconi che ne ha sparate di cazzate, ma mai quante te. Tu sei inarrivabile, così come sono inarrivabili i guasti che tu e il tuo partito avete procurato all'Italia, soprattutto alla cultura e alla democrazia di questo beota paese.

L’ultima che ti riguarda parla dell'acquisto da parte tua di una villa il cui valore sembrerebbe essere di ben 1,3 miliardi di euro. Pare che tu abbia versato una caparra di 400mila euro e il resto te lo dia una banca. Fanno tutti i prudenti con questa notizia, persino gli sbufalatori ci vanno cauti, ma per gente come me che con 15.859 euro ci campa due anni e forse più, il tuo mondo che poi è il mondo di tanti, è un insulto che fa vomitare e una burla che non fa ridere.

Pensa un po', quelli come me se vogliono risparmiarsi umiliazioni e figurette nemmeno si sognano di andare in banca a chiedere due lire in prestito. Quelli come me è tutto grasso che cola se un tetto sghimbescio sulla testa ce l'hanno, l'alternativa sono le scatole di cartone e i ponti. A quelli come me non sono nemmeno toccati gli 80 euro con cui hai comprato mezza Italia, perché per i tuoi elettori e per la tua banda, quelli come me (cioè quelli poveri sul serio) non esistono e se esistono devono morire.

Tranquillo, goditi la tua qualifica di Senatore, intasca i soldi che lo Stato ti garantisce per il solo fatto di esistere (e con la reversibilità persino dopo), comprati 'sta villa, fai felici i populisti legastellati gossippari che con gli scandaletti e i conticini al pallottoliere ci vanno a nozze.

Comprala e comincia a farti gli affari tuoi, ma per davvero, però. Prendi esempio dal tuo amichetto Silviuccio. Chiuditi nel tuo mausoleo, dai feste, regala gioielli, racconta barzellette, ma sparisci una volta per tutte.

Fatti e facci 'sto regalo. Evapora.

3 Luglio

Il mio inconscio vede e capisce molto più di me ed è enormemente più veloce di quanto posso esserlo io al meglio della mia forma mentale. Va già bene se a un milionesimo delle sue consapevolezze ci arrivo, prima o poi.

Irritante.

2 Luglio

E niente, sono più giovane ora di quando lo era davvero. Pubertà compresa. Non arrivo a 18 anni. Merd (alla francese).

1 Luglio

Il desiderio mi tiene in vita. Quando smetterò di desiderare, morirò.

30 Giugno

Se dicessi che ho transizionato perché sono un uomo nato nel corpo sbagliato, direi una cosa sostanzialmente scorretta. Nondimeno farei felici tutti e tutto sarebbe abbastanza comprensibile. Pat-pat, pacche sulla spalla e via, ogni cosa nella sua casellina rassicurante e immutabile. Bianco e nero. Olè.

Quand'ero un bambino ero un bambino, poi improvvisamente sono diventato una donna e mi sono adattato. Verissimo, e per 50 anni non sono riuscito a vedermi, a riconoscermi nello specchio. In realtà, però, dovrei dire che non mi sono mai sentito uomo o donna ed entrambi i ruoli, le espressioni di genere, nella visione sessista, etero ed omonormata che culturalmente ci forma e ammorba, mi fa orrore. Quand'ero un bambino ero un bambino perché non ero una bambina. Queste erano e sono le sole due opzioni che la nostra cultura contempla: maschio, femmina. Perciò, non sentendomi una bambina, ho creduto di essere un bambino. A quel tempo non avevo gli strumenti per sapere che si può essere altro, taluni SONO altro, IO sono altro, ma faccio prima a dire che mi sento un po' uno e un po' l'altra, mi risparmio un sacco di sguardi a forma di punto interrogativo.

Come recentemente ho scritto, essere come (non) sono "Fa la differenza tra l’avere o l’illudersi di avere un posto nel mondo e il non averlo, dall’essere parte di qualcosa di definito che definisce e l’attraversare da esuli senza fissa dimora terre di mezzo che nessun cartografo disegna e nessun esploratore descrive".

In realtà, non c'è nulla da capire. Basterebbe, semplicemente, accettare l'altr* da sé senza per forza dover trovare alla sua esistenza una ragione, una ragione che vada bene a noi per quelle che sono le SUE scelte e la SUA condizione. Se non ponessimo limiti per primi a noi stess*, cercando di imporli anche agli altri, non ci sarebbe bisogno nemmeno di dirlo.

Il diario “IN CAMMINO” comincia prima della transizione ed è più o meno terminato. Leggendo (è fatica, lo so), si può percorrere, giorno dopo giorno, il lungo cammino che mi ha portato ad abbandonare, faticosamente, i pronomi che tanto cari mi sono. Ho dovuto sforzarmi enormemente e tutt'ora, di tanto in tanto, faccio confusione - perché io non ho vergogna della mia storia, io non ho problemi con il mio astruso femminile, ne sono orgoglioso, mi fa tenerezza e in certi momenti mi regala piacevolezze e consapevolezze straordinarie.

Perché ho rinunciato ai pronomi, al nome? L'ho scritto (leggere è fatica, lo so): perché non sono masochista e in questo cazzo di mondo bisogna viverci meglio che si può, farlo con l'aspetto di un uomo con un nome (e quindi documenti) femminili, può essere un'interessante e percorribile scelta politica (a patto di poterselo economicamente e socialmente permettere), ma non facilita di certo l'esistenza. Beh, io non potevo e non posso permettermi di fare la guerra ogni santo giorno al mondo, nondimeno ho pagato e pago un prezzo enorme per aver cercato di mettere le cose a posto, per quanto mi era possibile.

Oggi mi guardo nello specchio e finalmente mi vedo. Valeva la pena passare tutto quello che ho passato? Sì, ne valeva la pena. Vale la pena continuare a metterci la faccia? Anche volendo non potrei evitarlo.

Eccomi qua.

30 Giugno

Siccome sono partiti i cori da stadio che festeggiano la sbandierata depatolocizzazione della transessualità, mi corre l'obbligo di precisare che...

"Disforia di genere", poi "disturbo dell'identità di genere" e oggi "incongruenza di genere". Ecco il lungo cammino verso la depatologizzazione. La modifica è introdotta nell'ICD-11 (International Classification of Deseases) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, in vigore dal 1° gennaio 2022, e non elimina l'incongruenza di genere dall'elenco delle patologie, semplicemente la "declassa". Da decenni, in Italia, la comunità Trans si divide tra chi vorrebbe la completa depatologizzazione e chi, invece, la teme, più per paura che diventi una scusa per sospendere l'erogazione gratuita attraverso il SSN delle già minime cure mediche. Si tenga presente che in Italia tali cure (psichiatriche, farmacologiche e spesso chirurgiche) sono obbligatorie se si vuole l'autorizzazione del Tribunale per cambiare i propri dati anagrafici.

Una certa precisione è necessaria, specie se a non capire un tubo sono i diretti interessati.

30 Giugno

Sono un uomo con la fica, come direbbe Buck Angel, porno divo Trans di gran successo. Un manzo da paura (lui). Io preferisco dire che sono un pacco regalo, senza il regalo, con la sorpresa. E un po' la sorpresa deve piacere se si vuole avere a che fare con me da un certo punto di vista. Deve anche, soprattutto, piacere la mia testa che è tutt'altro che binaria. Sono orgoglioso della mia storia, di ciò che sono stato e sono, di tutto quello che nella mia natura è così spontaneamente, meravigliosamente trasversale, da sempre. Non sono disposto a fare compromessi al ribasso, a negare o rinnegare alcunché di me. Dopo mille peripezie e troppi rischi, per la legge oggi sono un uomo. I miei caratteri sessuali secondari dicono questo e mi piacciono proprio, ma la mia cultura, la mia sensibilità, le mie lotte, il mio agire politico, le speranze, i miei sogni, la mia parte di mondo, quella ideale, interiore, emotiva, affettiva, tutto o quasi con il maschile ha ben poco in comune, forse nulla.

Sto dicendo che l'incongruenza di genere non è una roba scolpita nella pietra, per tutti uguale. Questa, piaccia o meno, è la mia.

30 Giugno

Alla maggioranza degli utenti italiani dei Social generalisti non interessano i contenuti degli altri, interessano i propri, interessa occupare la ribalta o avere l'illusione di farlo. La maggioranza non legge, non guarda, non approfondisce, non s'informa, non capisce, è scarsamente o per nulla consapevole di sé e del mondo, clicca "mi piace" e condivide solo i post delle persone con le quali intrattiene rapporti di reciproca reale o supposta utilità. La promozione su FB della funzione che consente di non ricevere notizie da un "amico" evitando di bannarlo, va incontro alla pavidità della maggioranza degli utenti, alla loro ipocrisia, alla loro esigenza di mostrarsi senza dover sopportare l'esistenza di chi non è conveniente degnare di considerazione.

Sto parlando di una massa ENORME di dannosi, mediocri narcisisti, quantificabile, temo, in una percentuale superiore al 70% degli iscritti che poi sono anche cittadini con diritto di voto. Una percentuale destinata a crescere con la progressiva e inarrestabile perdita di senso della realtà. L'alterità, in questo apocalittico scenario non solo italiano, sarà sempre di più il nemico da annichilire e quando un clic non basterà più per cancellare ciò che non piace, ciò che non si è in grado o non si vuole comprendere, comincerà la mattanza.

28 Giugno

Se non avete mai provato la fame, la fame vera, quella che fa venire certi crampi allo stomaco come nient'altro può, quella che per giorni il piatto è vuoto e alla fine, pur di mettere qualcosa sotto i denti, va bene tutto, anche il pane ammuffito, persino le cipolle crude... se non avete provato quella fame non sapete cos'è la fame. Se non avete provato la solitudine, la solitudine vera, quella che vi fa credere di essere invisibili, quella che parlate e gli altri non vi sentono, quella che basterebbe poco per tirare il fiato, ma hanno sempre tutti qualcosa di meglio da fare che farvi la gentilezza di accorgersi che esistete... se non avete vissuto lungamente quella solitudine non sapete cos'è la solitudine. Se non avete provato tutto questo, non potete sapere cos'è la morte civile, la povertà, l'isolamento. Piantatela di lamentarvi: non avete idea di quanto siete fortunati.

26 Giugno

Io sono single, perciò, le poche volte che decido di cucinare è per farmi una gentilezza. Non ho più nemmeno il tavolo da pranzo, i miei pasti, ormai, sono dei picnic che consumo sul divano. Raramente ho incontrato donne che avevano sinceramente piacere di cucinare (bene o male poco importa) - e figuriamoci, farlo per me non costituiva eccezione. Più frequentemente ho trovato uomini che si cimentavano con velleità da grandi Chef, con piglio creativo e alterne fortune, i piatti però li lavava sempre qualcun altro, in genere una donna.

Il piacere della tavola, già, quel momento che ha perso la ritualità ed anche la sacralità che ha avuto fino a tempi relativamente recenti. Oggi la TV accesa maschera i silenzi, lo sguardo sul telefonino porta lontano senza doversi giustificare, oggi si mangia in fretta e quasi non si riconoscono più i sapori, quasi non si è più capaci di distinguere cosa è buono e cosa non lo è, si trangugia e poi via, di corsa, quasi che il luogo in cui si condivide il cibo non abbia più importanza, non sia più adatto per guardarsi e parlarsi, per dare e ricevere gentilezze, presenza.

Si fa incetta di aspettative e le si va a sparpagliare agli apericena, ingoiando sushi e - i più fighi - insetti fritti.

Non vi è più nemmeno frivolezza.

21 Giugno

Gli italiani non vogliono soluzioni, vogliono illusioni.

21 Giugno

Oggi tornerò nella casa dove, il 10 Marzo del 1964, sono nato, letteralmente. Ho vissuto lì sino al 1970. Poi, per caso, ci sono tornato negli anni Ottanta, da adulto, e stasera ripercorrerò i miei passi. Su per le scale buie, cercherò la finestrella di un angusto sgabuzzino che vi si affacciava, il rifugio in cui andavo a rifugiarmi nel tentativo di salvarmi dal mondo. Ricordo. Ricordo tutto.

Oggi tornerò dove ho imparato a conoscere la violenza, dove è cominciato il cammino verso il nulla.

Sono emozionato - e nonostante tutto grato per questo legame che non si è mai spezzato.

A questo devo la donna che sono stato, l'uomo che porto in dote.

21 Giugno

Ho una biglia di vetro trasparente e coloratissima che s'agita nel petto, rimbalza, sbatacchia, salta, corre. Sono un Flipper e la vita, in me, vuole polverizzare tutti i record. A vanvera. Così.

Devo smetterla di doparmi.

21 Giugno

Coda negli uffici del fornitore di energia elettrica.

Un uomo, un operaio edile a giudicare dall'abbigliamento, aveva deciso che non si sarebbe alzato dalla scrivania dove l'impiegato non era stato in grado di risolvergli un problema a me ignoto. Nella sala d'attesa, naturalmente, è cresciuto un po' di malumore perché stavamo tutti aspettando da tempo, e naturalmente è saltato subito fuori il Rambo di turno che si è offerto di schiodarlo senza troppi complimenti. Sborone. Alla fine, dato che non otteneva soddisfazione, l'occupante abusivo di sedie si è alzato e imprecando in un italiano stentato ha guadagnato l'uscita. Quando il Rambo de' noantri ha realizzato che si trattava di uno straniero, apriti cielo, la frase più carina è stata: "Se non ti sta bene torna a casa tua, avete finito di fare come vi pare, la musica è cambiata, vi si fa vedere noi...". Giuro. Fortuna che il poveraccio era già uscito perché Rambo ha rischiato il taglio della gola e, francamente, se lo sarebbe meritato. Io ho cercato di dire qualcosa, ma siccome non ho voce (chi mi conosce lo sa), non sono stato in grado di farmi sentire. Non potendo fare altro, ho smadonnato abbondantemente (non mi sentono qui, figuriamoci se possono sentirmi lassù, quindi fiato alle trombe, disfoniche).

Sì-sì, sottovalutate. Gli italiani, razzisti, fascisti? Giammai! Allegri, eh! Abbondate pure con l'indifferenza, il benaltrismo, con l'ottimismo che è il sale della vita. Abbondate.

20 Giugno

Alcuni occhi, certamente, ne contengono mille e mille e mille altri - e in essi ciò che quegli occhi hanno visto, immaginato e sognato. Perciò, si può affermare che certi occhi contengano la potenza del tutto, hic et nunc. In quegli occhi, l'Aleph. In quegli occhi l'esistenza abbacina.

20 Giugno

Resilienza. La parola è bella, affascina, avvince, seduce. Promette e mantiene. Semplifica. Poi, capisci che se piace a tutti, se tutti pensano a quanto sono bravi e buoni i resilienti e a quanto sarebbe bello esserlo, a quanto bene fa, se tutti o la maggior parte credono che sia una cosa sana, buona, anzi, eccezionale, intanto significa che eccezionale non può essere e poi, improvvisamente, scopri che vi è qualcosa di subdolamente pernicioso nella mitologia resiliente. Ma era brutto continuare a parlare di resistenza? Era una parola, un concetto storicamente e filosoficamente troppo legato all'antifascismo, troppo politicamente e socialmente militante, impegnativo? Ma vi rendete conto di quanto siete manipolati e manipolabili? No, eh? No, certo.

19 Giugno
Devo ancora capirlo cos’è per me essere Trans. Di sicuro, non mi ha migliorato la vita, tutt’altro, ma se volevo “sistemarmi” bastava che mi adattassi a ciò che ero, mi conformassi all’esistente, e il gioco era fatto. Certo, non potevo immaginare che tutto sarebbe stato così difficile, anche perché la narrazione che spopola e prevale rispetto ai percorsi di transizione FtM, rimanda a immagini di catarsi, realizzazione, felicità, liberazione, ecc. Può essere, per qualcuno, ma non per tutti. Probabilmente molto dipende dall’età e moltissimo se ci si riconosce nel binarismo eteronormato e maschilista. In questo senso, se per formazione culturale, storia e sensibilità personale binarismo, eteronormatività e maschilismo ci corrispondono, transizionare è un po’ come rientrare nel corpus sociale passando dalla porta di servizio dopo essere stati sbattuti fuori dalla porta principale. Ma non è il mio caso. Io ho perso anche i pochissimi punti di riferimento che avevo. Sono diventato completamente invisibile. Non tornerei indietro, sia chiaro: ho fatto l’unica cosa possibile per non rinunciare alla vita, per affrontare l’ultimo tratto di strada in pace con me stesso (almeno questo), ho messo le cose a posto, finalmente, adeguando, seppur parzialmente, il mio corpo all’immagine che mi è sopportabile di lui, ma ho pagato, pago e probabilmente pagherò un prezzo altissimo per questo.
1 Giugno

E poi, sinceramente, se fossi ricco o almeno benestante, se appartenessi alla piccola o media borghesia, a qualche gruppo di potere, se fossi un blasonato nullafacente o solo un poraccio che pensa avrà, prima o poi, successo, me ne fotterei dell'Italia, del futuro, degli altri, di chi sta peggio, di tutto. Lo vorrei anch'io un governo fascista che tuteli i miei interessi, i miei privilegi e se non ne avessi ancora, lo vorrei perché in cambio dei miei servigi e del mio menefreghismo mi permetterebbe di prenderli a spese di qualcun altro. Tirerei a godermela, come fanno o vorrebbero fare tutti - e finalmente starei dalla parte giusta del mondo, la parte che decide chi vive e chi muore.

In fondo, questo governo, questa opposizione (???), questo paese, si leggono come un sussidiario delle elementari.

1 Giugno

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Marchierei a fuoco questa frase (che non è di Bertolt Brecht) sulla faccia di tutti gli stronzi che pur di esercitare un po' di potere (il potere, ad esempio, di decidere come devono vivere gli altri) hanno trasformato l'Italia nella cloaca che è.

Siete così stupidi, così incapaci di leggere ciò che vi circonda che probabilmente quando verranno a prendervi penserete di partire per una vacanza premio.

29 Maggio

O questa enorme levata di scudi contro Mattarella? Com'è che non vi è stata (non in queste proporzioni) per Napolitano, l'uomo che, per le stesse ragioni che muovono Mattarella, ha consegnato l'Italia in mano a UNA SERIE di governi illegittimi? Monti, Letta, Renzi, Gentiloni. Sette anni senza andare al voto!!! Un Presidente della Repubblica che ha fatto il bello e il cattivo tempo in carica per ben due mandati e gli italiani zitti, anzi, gaudenti!!! Che faccio, ritiro fuori la storia dell’analfabetismo funzionale? No, vah, che poi viene a noia.

28 Maggio

Bisogna per forza fare il tifo per qualcuno? E fosse anche il 99,99% degli italiani a pensare in un unico modo, significherebbe che quella microscopica minoranza da me e due o tre altri formata, perde il diritto (se mai l'ha avuto) di pensare diversamente ed esprimersi? Avrebbe torto in ragione proprio dell'esser minoranza, così come la maggioranza avrebbe ragione in virtù dell'esser maggioranza? Strane cose accadono nei labirinti del cervello umano. Proprio strane cose.

28 Maggio

Sovranità limitata…

Nel 1945 la nostra sovranità è andata a farsi benedire. Siamo stati e siamo sovrani nella misura in cui le nostre scelte servono, piacciono, alla parte di mondo che esporta e impone, con le buone o le cattive, alla luce del sole o sotto traccia, i suoi modelli culturali, economici, politici, ecc. - in unica parola, i suoi interessi.

All’epoca nessuno ne ha informato gli italiani con la chiarezza che sarebbe stata necessaria, ma anche un bambino avrebbe capito che il passaggio dal nazifascismo (perdente politicamente e bellicamente) ad una forma di democrazia (sorvegliata speciale e a mezzo servizio), avrebbe sì portato un po’ di pane e tante nuove, belle illusioni, ma avrebbe anche avuto un costo, certamente elevato perché elevatissimo era stato l’orrore di cui eravamo responsabili direttamente, non solo in quanto alleati dell’asse.

Le personalità e le formazioni politiche che questo paese ha saputo e voluto esprimere dal 1945, non sono state capaci di riscattare la sovranità ceduta ed anzi, ognuna per quello che poteva e gli conveniva, ne ha “venduti” altri pezzi o era disposta a farlo se solo ne avesse avuto l’occasione.

Essere entrati nella Comunità Europea, aver contribuito a fondarla ed essere stati tra i più convinti sostenitori della moneta unica e del sistema che, nelle intenzioni - forse - avrebbe dovuto levarci le castagne dal fuoco (siamo i soliti tontoloni scansafatiche), ha avuto ed ha un prezzo straordinariamente elevato. Come nel 1945, ciò che siamo (o non siamo) è la causa della perdita di un’altra bella fetta della nostra Sovranità.

Insomma, a parte stare sui Social a fare i leoni da tastiera da mane a sera, per il resto non è che possiamo fare proprio come ci pare e infatti, dal Presidente della Repubblica in giù, chi sta dalla parte di coloro i quali ci tengono per le palle, si guarda bene dal fare cose che possano mettere in discussione l’esistente.

23 Maggio

Stasera, erano anni che non accadeva, ho rivisto le lucciole. Per qualche secondo sono tornato ragazzo con tutta la vita davanti.

21 Maggio

Se mettessi in fila tutte le promesse non mantenute, tutti i raggiri, gli abusi, le forme di sfruttamento subite, tutte le dichiarazioni di affetto e stima seguite dalla più totale indifferenza, tutti i consigli non richiesti (si chiama scaricabarile o anche lavarsi la coscienza), tutte le irrealistiche soluzioni che avrei dovuto adottare per far felici i proponenti, tutte le soluzioni disponibili e concrete che mi si potevano offrire senza sforzo e spesa ma si è preferito dare ad altri, e se ognuno di questi calci in faccia misurasse, che so, quanto una scarpa numero 40, probabilmente coprirei la distanza tra la terra e la luna, andata e ritorno. Siccome la durata media della vita mi prospetta un’altra trentina d’anni di patimenti, di qui all’agognato trapasso è pure possibile che possa incrementare la misura di un terzo.

Se ce la faccio vinco almeno un premio di consolazione?

19 Maggio
Ma che razza di paese è uno in cui si premiano i ricchi e ci si accanisce contro i poveri e più in generale contro qualsiasi minoranza (genere, orientamento affettivo/sessuale, etnia, cultura, religione, colore di capelli, colore della pelle, età, peso, capacità psico-fisiche…)? Ok, non lo dico, lo sapete da soli e se vi sta bene così siete quella roba là che non dico.
19 Maggio

Ho ritrovato un post pubblicato su FB del 6 Novembre 2017. Carino. Me lo appunto anche qua.

"L’omosessualità, in natura (tra creature biologiche), è UN FATTO, ci piaccia o meno. I generi non sono soltanto due. Si procrea in molti modi, non solo attraverso copule eterosessuali assumendo posizioni che al massimo arrivano al missionario. In natura c’è tutto, in particolare, c’è quello che la nostra piccola testolina malata non riesce a comprendere ed accettare. Per avere una maggiore e migliore consapevolezza di sé e del mondo, se proprio scomoda acquistare e LEGGERE libri, basterebbe usare quei cazzo di ditini per digitare qualche semplice parola chiave su qualsiasi motore di ricerca e allora si scoprirebbe che siamo poco più che caccole nel nobile naso dell’Universo. Uno starnuto e ciao, caccoline."

19 Maggio

Inimicizia e diffidenza non sono reazioni che possano interessarmi o preoccuparmi. Ho il privilegio raro di non servire a nessuno e non contare nulla, sono talmente tagliato fuori, escluso, che posso permettermi il lusso di dire e fare praticamente tutto quello che voglio nella più totale indifferenza. Sono così isolato, rigettato dal corpus economico e sociale, da non avere più alcun tipo di rapporto o dipendenza. Non sono più, quindi, né mai lo sono stato, ricattabile od oggetto appetibile per utilitaristiche, opportunistiche campagne d'acquisto. Con me non occorre nemmeno far finta di essermi amico, volermi bene.

Sono talmente inviso e invisibile che, pur avendone diritto, a me non danno nemmeno i pacchi alimentari, figuriamoci quanto importa ai lucchesi (i dati, i numeri lo dimostrano, al di là delle parole) di quello che sono, penso, dico e faccio.

Non esisto, e se non fosse che la morte civile priva dei più elementari diritti, non sarebbe neanche una cattiva condizione.

15 Maggio

Da tempo m’interrogo sul perché non ho più alcuna voglia di scrivere, parlare, comunicare. Ovviamente è perché non ha alcun senso farlo quando dall’altra parte non c’è nessuno o se qualcuno c’è è come non vi fosse, mancando qualsiasi tipo di risposta, risonanza, reciprocità.

9 Maggio

Il mondo è popolato da persone orribili, magari utili a qualcuno e per qualcosa, ma sostanzialmente nocive, addirittura letali, persone che ad incrociarle - e le si incrocia di continuo, sono una moltitudine a nove zeri - ti fanno dubitare non della loro sanità mentale, sensatezza, ma della tua. Gente che non capisce nulla o molto poco di quello che gli accade intorno e dentro, né gliene importa, nondimeno ha in mano le sorti del pianeta, la vita propria e, quel che è peggio, di troppi altri. I peggiori, i più insulsi e incapaci, i più idioti, tossici, occupano posti di potere, anche apicali. La storia ce lo dimostra e la storia si ripete, d’altronde, questa maggioranza tutt’altro che silenziosa chi volete che prediliga a guidarla verso il baratro se non un sé riflesso?

9 Maggio

Ok, 8 mesi per una risonanza magnetica con liquido di contrasto. Ok, Attendere due ore due per poter prenotare una colonscopia virtuale. Ok, ma ritrovarsi ancora una volta a dover battere la testa contro il muro perché si è soli come cani e invece, per certi esami, occorre essere accompagnati (esami che peraltro non hanno una data di prenotazione, vai a farli quando pare ai medici e con preavviso non stabilito), fa veramente andare il sangue al cervello. Di incazzatura in incazzatura a causa della sanità, mi verrà un accidente.

10 Aprile

Io le mani sulla bocca non posso metterle perché le ho entrambe occupate a proteggere il dietro e il davanti della mia faccia, più in basso. Questione di priorità.

10 Aprile

Io, che come tutti ho bisogno del sostegno delle masse, ho pensato che d'ora in poi scriverò solo cose intelligentissime, seppur comprensibili a chiunque, e sarò breve per adeguarmi ai ritmi della comunicazione 10.0... Una parola al giorno: cacca, pipì, cazzo, fica, tette, culo...

10 Aprile

La cosa più brutta, per me, non è essere perlopiù quasi completamente disfonico, è non sapere perché è accaduto, non avere nessuno a cui rivolgermi, è non avere i mezzi economici per andarmi a cercare, pagandoli, i professionisti giusti e preparati affinché mi aiutino a rimettere in sesto le corde vocali, anche poco ma almeno un po’. Ormai è sostanzialmente tardi, lo so, ma faccio fatica ad accettare il mio handicap.

9 Aprile

“Non dico che occorra nascere con tutta la camicia, ma con almeno un pezzo, sì, anche piccolo, tipo un polsino, pure un bottone potrebbe aiutare, ma completamente nudi…”
“Per gli svergognati c’è l’ascensore sociale!”
“Ecco l’altra balla cosmica con cui si riempie la bocca chi dell’ascensore non ha avuto bisogno e chi sullo stesso ha trovato un comodo posticino grazie a certi scambi di favore tra camicie e camiciai. Gli ignudi, per usufruire del chimerico ascensore sociale devono poterci arrivare, poi, ammesso che vi riescano superando gli innumerevoli e mortali ostacoli di cui è disseminato ad arte il tortuoso percorso che conduce di fronte alle sue porte (roba che pure Lara Croft avrebbe buone probabilità di fallire), i casi sono tre: 1) lo trovano guasto; 2) lo trovano pieno; 3) non lo trovano proprio perché è già partito - salita unica di sola andata, naturalmente. Se gli ignudi restano a terra la colpa non è degli intralci, dell’ascensore, dell’ascensorista, degli incamiciati e dei camiciai, la colpa è interamente loro, incapaci che non sono altro. E guai a lamentarsi, protestare! In realtà, l’ascensore sociale è un’invenzione con cui si è inteso abbindolare i poveri Cristi facendogli credere che la posizione a 90° gradi paga. Sì, paga - la bella vita a chi abita i piani alti.”

9 Aprile

Il giorno che la sfiga la smetterà di stolkerarmi, tale sarà lo stupore che schianterò.

7 Aprile

Un anno fa stavo con un piede e mezzo nella fossa. Per il disastro che è oggi la mia vita, due era meglio.

25 Marzo

Tre giorni fa mi trovavo in Corso Garibaldi, a Lucca, il viale di magnolie che in primavera si riempie di profumo e luce riflessa grazie alla fioritura di queste piante. Ebbene, quest’anno di fiorire proprio non se ne parla perché la primavera, lo sapete, sta ancora facendo a spallate con il maltempo e il freddo, però, qui, un albero, UN SOLO albero, ha deciso che il 21 è il 21 e a lui di tutto il resto non gl’importa, così ha preso la rincorsa ed è fiorito, solitario e fiero, d’un colpo.

Mi piace pensare che ogni forma di vita sia capace di esprimere imperitura ribellione e immotivata gentilezza.

16 Marzo

Il trasferimento da cinziaricci.it a ethanricci.cloud è terminato. Ora è tutto on-line e collegato: i siti, il canale YouTube, il gruppo FB… tutto. Solo una cosa non è più collegata: il mio pubblico, quello esistente e quello potenziale, il meraviglioso pubblico che mi leggeva, seguiva, tornava, che, nonostante fossi nessuno, nonostante non finissi in TV e non avessi pubblicazioni cartacee al mio attivo, nonostante non avessi fans e claque, mi scriveva, aveva piacere di guardare attraverso i miei occhi, aveva piacere di considerarmi amico, talvolta persino (e immeritatamente) un punto di riferimento.

Il pubblico non è più collegato al mio lavoro così come le persone non sono più collegate a me.

Questo rapporto fiduciario, gratuito, di stima, curiosità, interesse e ascolto reciproco si è spezzato molto tempo fa, almeno da quando le persone hanno smesso di esplorare autonomamente il web andando alla ricerca di tesori, almeno da quando le persone hanno cominciato a preferire le minestre riscaldate a buon mercato, quelle mainstream, popolari, televisive, telegrafate, quelle che si buttano giù senza sforzo, senza perdere tempo, senza nemmeno dover accendere il PC, quelle che FB veicola in enorme abbondanza. Da allora, per i gentili, i timidi, i modesti, per i pensatori, i riflessivi, gli educati, i poeti, gli artisti, è stata la fine: non esistiamo più, siamo diventati invisibili, siamo spariti come uno sbuffo di fumo nella nebbia, seppelliti sotto la montagna di Like e condivisioni che non abbiamo avuto e non avremo mai perché non siamo fighi, non abbiamo appeal, non diciamo e non facciamo cose facili, divertenti, comuni e, soprattutto, non conveniamo, ad avere a che fare con noi non c'è nulla da guadagnare.

Quindi, effettivamente, mi chiedo spesso (molte volte al giorno) per cosa mi danno l’anima, per cosa mi finisco gli occhi, spreco fiato ed energie. Me lo chiedo e, davvero, non riesco a trovare una giustificazione, qualcosa che dia un senso ad un investimento così grande, così totalizzante e così a senso unico.

L’unica cosa che so è che questa è la mia vita, questo sono io: sono sempre stato così, ho sempre dovuto esprimere la mia creatività nei modi che nel tempo ho indagato, nulla è mai riuscito ad impedirmelo, nemmeno la fame, la povertà, la solitudine, l’irrisione, il disprezzo, l’incomprensione o il disinteresse delle persone a me più vicine. Nulla, perché qualcun altro, invece, di tanto in tanto, mi ha dato almeno l’illusione di considerarmi esistente, parte importante di sé e del mondo, al di là delle parole. Non accade più.

Forse continuerò a regalare perle ai porci, ma di sicuro, oggi, la voglia di lasciarmi alle spalle, in un modo o in un altro, questo silenzio, tutta questa indifferenza, questa trascuratezza, questo manifesto opportunismo che cancella qualsiasi esistenza che non porti utili, guadagni, è dannatamente forte. Forte come non è mai stata prima, nemmeno nei momenti peggiori.

15 Marzo

Sono un pacco: con la sorpresa, ma senza il regalo.

15 Marzo

Breve storia né triste, né allegra. Zen?

“Sai, non ho questa gran vita che sembra, tutt’altro. Non me la tiro perché non ho nulla da tirare e pure di tutto il resto ho ben poco, credimi. Se non ti considero non è perché non ho voglia di interessarmi a te. E’ che non ti vedo (non solo metaforicamente). Sono così concentrato, così preso dai miei pensieri, progetti, problemi, che devi richiamare la mia attenzione e insistere un po’, perché sono anche meno sveglio di quello che sembro.” Disse il bell’addormentato agitandosi nel sonno. Poi si svegliò, si guardò intorno, vide che era solo e si rimise a dormire.

15 Marzo

Siamo troppi, troppi per il cosmo che stiamo contaminando e che abbiamo l’ambizione d’invadere, troppi per le capacità di sostentarci del pianeta che immeritatamente abitiamo, e troppi anche per noi stessi perché ci odieremmo e combatteremo comunque, anche fossimo uno solo. Quindi, mi correggo: non siamo troppi, siamo, e a questo vi è un solo rimedio - l'estinzione.

Nel frattempo, smettesse di piovere…

10 Marzo

La post-produzione è un momento magico. C’è qualcosa in questa azione altrimenti noiosissima, che ne fa una parentesi senza tempo, spazio, senza limiti. Qui si vive ciò che non abbiamo potuto al momento di scattare. Qui si scopre del soggetto ogni emozione, palpito, dettaglio, di un viso ogni pelo, ogni ruga, la più piccola imperfezione o meraviglia e davvero si ha l’impressione che la fotografia rubi l’anima alle persone, alle cose e forse anche un po’ a noi.

Quanto ho parlato con ognuno dei miei soggetti, quanto ci siamo detti, quanto ho imparato e rubato agli sguardi, quanto ho preso dalle labbra, da un sorriso, una smorfia, un brufolo, dai capelli agitati dal vento, dalle pareti scrostate, le pietre, i mattoni, i ferri, le foglie e l’erba, quanti segreti ho colto e porto con me. Tutti i vostri segreti, anche quelli che non sapete di avere.

E non potrò mai sdebitarmi.

5 Marzo

E quindi? Paese senza speranza, ma lo sapevo: lo sapevo prima di vedere le code al seggio e ancora di più lo sapevo dopo. La gggente alza il culo dal divano per una sola ragione: ottimamente teleguidata, per soddisfare i propri bisogni personali, reali o immaginari che siano.

Nulla di nuovo. Nulla che non fosse abbastanza scontato.

Mi spiace solo per “Potere al Popolo” che non entra in Parlamento ma che, spero, proseguirà il cammino mantenendo e rafforzando le posizioni attuali.

Ed ora procuriamoci un boccaglio perché il livello di liquame in cui analfabeti funzionali, fascisti e populisti hanno ferocemente, masochisticamente immerso l’intero paese, è arrivato al naso.

Per il resto… lasciamo perdere, vah, proprio non vale la pena di sprecare fiato.

4 Marzo

Ore 10:45 arrivo al seggio. Fortuna che sono andato a piedi altrimenti col cavolo che parcheggiavo. Tre sezioni. Coda lunghissima in ognuna. Più donne che uomini. In virtù delle mie nuove generalità, ho scalato la fila e in soli 30 minuti ho votato. 30 minuti. Non vorrei si pensasse alla lentezza degli scrutatori. Lentezza un corno. Una macchina ben oliata che filava come un treno, là dentro. No, c’è voluto tanto perché eravamo tanti. Un’affluenza così erano decenni che non la vedevo. Ok, la democrazia (la signora protagonista del mio post di 3 ore fa) ne ha giovamento, ma… ora sono in allarme perché mi chiedo quale preoccupazione ha lisciato il pelo, grattato la pancia alla massa enorme di fieri astenuti che, contravvenendo al qualunquismo che di norma li trattiene a casa, stamani hanno affollato il seggio?

E più ci penso, più sale l’ansia.

4 Marzo

Potrei chiudermi in bagno per farmi bello come andassi a un appuntamento d’amore: la barba, il profumo, la camicia fresca di bucato, stirata a puntino, una delle mie cravatte preferite, giacca e cappello di cachemire. Così agghindato potrei fare una bella colazione al bar, sotto casa, attraversare la strada e con passo domenicale, il giornale sotto il braccio, raggiungere il seggio. Fermarmi davanti l’ingresso per ripercorrere il ricordo delle decine di volte che ho compiuto questo medesimo rito, assaporando - come sempre, sin dalla prima volta -, il timore e l’orgoglio di compierlo.

Sai cosa c’è, Democrazia? Sarai anche vecchia e malconcia, ma quest’anno mi faccio bello, solo per te.

Aspettami, arrivo.

3 Marzo

Domani si vota. Qualsiasi maggioranza esca da quelle urne, poco cambierà, specie per i poveri cristi. Nessuno, tra chi è in gara per governare (nelle coalizioni dichiarate e in quelle che “magicamente” si formeranno a conti fatti), ha la fantasia, il cuore, la generosità e la cultura necessaria per guidare il paese fuori dalla fogna. Nel migliore dei casi, se dotati di boccaglio, potremo - di tanto in tanto - respirare, nel peggiore, ingoieremo letame e per qualcuno non sarà nemmeno una novità.

Quindi no, il mio voto non lo do a voi che, comunque vada, “sarà un successo”, vado a darlo a chi, da troppi, troppi anni, non è rappresentato.

Questo è l’unico voto utile che per me abbia senso.

3 Marzo

Ho cominciato a lavorare ai video che sostituiranno o accompagneranno le sezioni dedicate alla narrativa del mio sito e, dovendo decidere i brani da estrapolare da ciascun racconto, continuo a imbattermi in storie, riflessioni e immagini che avevo dimenticato. Oggi come ieri, mi dispiaccio enormemente di non essere riuscito a vendermi, non essere riuscito ad essere seduttivo, accattivante, abbastanza popolare, un po’ mainstream o almeno un outsider di successo in certe nicchie culturali. Se lo fossi stato non sarei qui a suonarmela e cantarmela (cosa che odio con tutte le mie forze). Se lo fossi stato, i miei talenti starebbero, felicemente e meritatamente, sugli scaffali delle librerie, forse anche le vostre.

21 Febbraio

Stamani sono stato al Centro per l’Impiego per rinnovare la mia iscrizione alle liste di disoccupazione. Essendo alla canna del gas, come si dice, ho dato un’occhiata alle offerte e… era meglio se mi davo una martellata sui cabbasisi.

Se hai superato una certa età, non hai la patente, non conosci almeno l’inglese, non sei esperto, non hai almeno il diploma, col cavolo che lavori. Persino chi cerca badanti e lavapiatti ha delle pretese. E questo è il mercato del lavoro alla luce del sole!

Come la vedo bigia.

12 Gennaio

EFFETTI POCO COLLATERALI DEL TESTOSTERONE

Io e la mia Titina siamo un Tandem perfetto: quando ha fame lei ho fame io, quando ho fame io ha fame lei. Insomma, abbiamo sempre fame.

12 Gennaio

Per sfatare il mito dell’invasione, della diceria secondo la quale la “razza” (?) italica (bianca no perché il popolo italiano non ha propriamente la pelle bianca, non tutto almeno) rischi di scomparire a causa del numero esorbitante di stranieri, extracomunitari, immigrati, clandestini, negri che la insidiano insieme alle donne che notoriamente sono, pure qui come là, proprietà dei maschi, ecco un esercizio facile-facile, adatto a coloro i quali hanno poche capacità immaginative, astrattive, e soprattutto agli analfabeti funzionali che infestano, questi sì, lo stivale da nord a sud e nemmeno li si può espellere.

Prendete un foglio di carta. Disegnate 100 cerchi lasciandone vuoto l’interno. Riempitene 8 a caso, dove volete: tutti ammucchiati insieme, in ordine sparso, un po’ da un lato e un po’ da un altro… è uguale. Ora guardate il foglio attentamente.

Ecco, i 92 cerchietti vuoti sono i cittadini italiani e gli otto pieni sono i cittadini stranieri. Questa è la proporzione. In altre parole: i 92 cerchietti vuoti sono 92 persone che hanno la cittadinanza italiana, gli 8 pieni sono 8 persone che non ce l’hanno (che spesso, a non sapere chi ce l’ha e chi no – ma anche a saperlo -, non si riesce a fare differenza).

Ribadisco: questa è la proporzione. 

Se vi sembra che i cerchietti pieni siano la maggioranza o in numero tale da predominare visivamente su quelli vuoti, non avete solo un problema di vista e analfabetismo funzionale, avete un problema molto, molto grave di percezione della realtà. 

Rivolgetevi a un medico.

P.s.: Lo so, avrei dovuto scrivere che l'8,3% è la media nazionale, dati del 2017, poi vi sono regioni dove la media è 22,6 (Lombardia) ed altre dove è appena allo 0,2 (il caso della Valle d'Aosta), ma se già a farla semplice le sinapsi dell’italiano medio vanno in corto...

 

 

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