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Pagina creata il 17 Dicembre 2018
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Aggiornata Venerdì 23-Ago-2019

 

 

EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Un caso di Stalking condominiale (antefatto, 2016)

POSTUMI, 12-25 Novembre 2018

Avere un proprio Stalker, per giunta residente nello stesso condominio ove si è assegnatari di diritto di un alloggio di edilizia popolare, può essere un vero incubo, specie se a causa o grazie alla sua invalidità gode di protezioni specialissime che lo mettono al riparo da qualsiasi conseguenza derivante dalle sue azioni.

Chi mi segue sul Web e/o mi conosce personalmente, dovrebbe sapere che sono sotto minaccia dal 2016, ma nonostante le numerose denunce, da allora ad oggi nulla hanno fatto le autorità contro il mio Stalker, di fatto costringendo me a modificare le mie abitudini e limitare la mia libertà personale per difendermene.  La cosa, seppur a mio ulteriore danno, ha funzionato per oltre un anno, ma ultimamente gli deve essere ripartita la vena tanto che da qualche giorno ha ricominciato a staccarmi la corrente elettrica agendo sull’interruttore generale che si trova al piano terra, fuori dall’uscio di casa sua (nemmeno deve faticare per tormentarmi). Qualsiasi casa è dotata di apparecchiature delicate collegate alla rete elettrica (computer, impianti audio e video, impianti di allarme, frigoriferi, deumidificatori, ecc.). Lo spengimento irregolare , improvviso e ripetuto agendo sui contatori generali, comporta il rischio di causare danneggiamenti, anche irreversibili, ma tanto a lui cosa importa? Nell’eventualità mica dovrebbe risarcire il danno, lui…

Sabato, l’ho beccato che fotografava prima i bidoni della spazzatura rei di trovarsi nel raggio di azione della sua carrozzella motorizzata (raggio che posso ragionevolmente quantificare in una trentina di chilometri), poi la targa dell’auto della mia ex che ho ospitato nel fine settimana, rea di far parte della mia vita, evidentemente. Sono sicuro, perché lo conosco, che le foto finiranno ad abbellire qualche bella letterina infarcita di offese, minacce e diffamazioni che non mancherà di far recapitare a tutte le personalità politiche, giornalistiche e amministrative dell’Universo mondo. Lo fa sempre, passa il tempo così.

Il fatto è, cari amici, che non è bello vivere in stato di assedio: con uno stronzo che può permettersi anche di tirare fuori l’uccello per strada per mettersi a pisciare in un pappagallo, tanto, tutti zitti… Ultimamente, poi, alle consuete molestie e angherie si è aggiunto un fastidio nuovo: un paio di rumori assordanti, meccanici, di tipo diverso, ripetuti più volte durante l’arco della giornata a partire dall’alba (parliamo delle sei del mattino, talvolta prima). Suoni così forti che, soprattutto in un caso, fanno tremare le pareti e infastidiscono tutti i condomini (come sempre muti). Ho supposto che siano prodotti da qualche macchinario necessario alle sue terapie, ma poco importa cosa li causa, sono tremendi, oggettivamente insopportabili. Al culmine dell’esasperazione, ho scaricato sul telefono un fonometro (una applicazione che misura l’intensità dei suoni) e dopo una rapida raccolta di dati (ora, durata, ecc.), posso addirittura quantificarne l’intensità media in decibel: 56, che alle sei del mattino sono proprio uno sproposito.

Dunque ecco, come promemoria, cosa subisco da anni grazie al Comune di Lucca e alla Magistratura che se ne sbattono bellamente i maroni di tutelare i cittadini (alcuni, altri…):

1) Furto sistematico della posta cartacea (ha dichiarato di fronte a testimoni di esserne responsabile e se n’è pure vantato, tanto…).
2) Disattivazione della corrente elettrica agendo sul contatore ENEL (che se si è a casa lo si può riattivare, ma se non lo si è dopo qualche ora la roba nel congelatore è da buttare, tanto…).
3) Disattivazione e riattivazione a intermittenza della corrente elettrica con lo scopo evidentissimo di tendere un’imboscata in caso si decida di scendere le scale per porre fine alla provazione e al tentativo di distruggere gli elettrodomestici collegati.
4) Se vado via qualche giorno, le persone che si prendono cura del gatto devono passare dalla porta posteriore per non farsi notare, altrimenti rischiano di essere accolte da una valanga d’insulti e minacce, tanto...
5) Ugualmente, se vado via qualche giorno, devo fare in modo di non essere visto per evitare che ne approfitti prendendo di mira l’appartamento, è invalido, ma mica sempre...
6) Non posso stendere i panni perché sono urli e sberci se lo faccio (stendo in casa e per poterlo fare senza riempire l’appartamento di muffa ho dovuto acquistare un deumidificatore potente).
7) Con incredibile frequenza e solerzia ricevo visite di ispettori, vigili, geometri inviati dal Comune e dall’ERP a verificare l’attendibilità delle delazioni che il mio adorato Stalker si premura di recapitargli. Non tengo più il conto delle ispezioni e delle convocazioni che ho ricevuto. In effetti, a pensarci bene, lui è la mente, ma le braccia armate sono quelle delle Istituzioni che si rendono sue complici nel tormentarmi... tanto, mica lo hanno loro come condomino, mica ne fanno loro le spese.
E non parlo dei fastidi anche economici che il super-garantito ha procurato e procura all’intero condominio, in particolare al nostro civico, che tanto…

In seguito all’inizio della persecuzione, chiesi di essere trasferito in altro alloggio. Mi proposero un appartamento che a definirlo loculo gli si faceva un complimento, un buco con misure e impianti non a norma, roba impropria persino per il mercato degli affitti in nero, destinati agli stranieri. Se lo avessi accettato, appena qualche mese dopo mi sarei ritrovato a dover affrontare un altro trasloco (lo stabile è stato sgombrato per adeguamenti sismici). Più avanti mi fu offerta un’altra soluzione modello loculo e quasi fui minacciato di togliermi la casa in cui vivo da 19 anni se non avessi accettato (avevano bisogno di un inquilino civile, discreto e che non rompesse i coglioni ai turisti che in futuro affolleranno il giardino confinante con l’immobile). Insomma, tra proposte assurde e metodi al limite dell’intimidazione mafiosa, rinunciai alla mobilità perché capii di non potermi fidare né di questa, né di nessun’altra amministrazione.

Per chi non lo sapesse, di questa faccenda sono tutti ampiamente informati. Ho presentato esposti, denunce, e tra danneggiamenti, acquisti, avvocati e quant’altro, questa immensa nullità e i suoi amichetti mi sono costati parecchi soldi, che per uno che talvolta salta il pasto perché non ha di che campare… ma tanto, problema mio, no?…

Ma facciamo ordine, seppur per sommi capi: ripercorriamo cronologicamente le tappe salienti del mio incubo…

2016: subisco ogni sorta di angheria, insulto, minaccia e con me amici e parenti. Subisco danni, furti. A causa delle fantasiose delazioni del mio Stalker, ERP comincia a sottopormi a frequenti ispezioni facendosi suo complice. Partono esposti condominiali, denunce mie personali e di terzi. Chiedo la mobilità (la possibilità di cambiare alloggio), ma capisco di non potermi fidare e lascio perdere. Pago un avvocato per veder riconosciute le mie ragioni, ma non accade nulla. Come niente fosse.

2017: modifico le mie abitudini, limito enormemente i miei movimenti e la mia libertà. Non invito più amici per non far correre loro il rischio di subire aggressioni. Se devo assentarmi qualche giorno chiedo a una condomina di prendersi cura del gatto così da non esporre mia sorella alla gogna di cui sopra, stendo i panni in casa per vedermeli strappare dai fili, domicilio elettronicamente la posta per non farmela sottrarre, ecc. Vengo convocato in Questura e ascoltato in merito agli esposti e alle querele di un anno prima. Non accade nulla. Come niente fosse. Ancora.

Ottobre/Novembre 2018: lo Stalker sottopone l’intero condominio a qualunque ora del giorno e della notte a molestie acustiche azionando chissà quale macchinario – il chiasso è tale che vibrano le pareti, talvolta se ne va lasciando in casa la radio accesa a tutto volume per tutto il giorno con l’intento evidentissimo di recare disturbo ad ognuno. Il condominio incassa e tace.

14 e 15 Novembre 2018, per ragioni che ignoro, il pazzo rompe gli argini e ricomincia a tormentarmi: insulti, minacce, agguati. Prende di mira il mio contatore della corrente elettrica ed ogni occasione è buona per accanirsi interrompendo e riattivando la fornitura a ripetizione, cosa che può danneggiare tutte le apparecchiature collegate privando me di luce, acqua calda, riscaldamento, possibilità di svolgere le mie attività al PC, ecc. Sporgo denuncia e ad ogni distacco della corrente chiedo l’intervento del 113 giacché, dato che mi attende in loggia per farmi la festa, non mi sembra il caso di correre il rischio.

16 Novembre 2018: esco di casa verso le 4:30 del mattino, COSTRETTO in quanto DEVO recarmi a prendere il treno per Firenze Rifredi dove sono atteso all’ospedale di Careggi per fare degli esami clinici improcrastinabili. Sente che sono in piedi e si precipita al contatore disattivando la corrente proprio mentre io sto scendendo le scale. Me lo trovo davanti. Non ho vie di fuga e in ogni modo non posso tornare a casa. Non posso perdere quel dannato treno. Parte la gragnuola di insulti, poi da gas alla carrozzella elettrica (un bestione pesantissimo che va più veloce della mia Ape 50) con lo scopo d’investirmi. Riesco a evitare l’urto frontale che mi avrebbe spezzato le gambe, ma mi ritrovo schiacciato contro il muro e la carrozzella. Nel tentativo di liberarmi sbatto contro lo schienale del mezzo, mi faccio male ma non posso occuparmene, è troppo più importante che vada ad effettuare gli esami programmati. Ho un adenoma all’ipofisi, maledetto bastardo tu possa crepare domani. Al rientro da Rifredi mi reco al pronto soccorso dove mi refertano i danni subiti, quindi raggiungo la Questura dove sporgo l’ennesima denuncia. Pochi istanti dopo ho un incontro con l’Assessora Lucia del Chiaro (con la quale mi sono sentito durante tutto l’arco della giornata) e con il funzionario Aldo Intaschi. Chiedo loro di trovarmi una sistemazione provvisoria in quanto rischio la pelle. Mi spiegano che a lui non possono fare e chiedere nulla, possono solo darmi la possibilità di cambiare alloggio: è disponibile, pronto, un appartamento, già la settimana successiva potrei andarlo a vedere. Il funzionario spara una serie di cazzate cosmiche che non starò a riportare, mi tratta che peggio è difficile e mi umilia pesantemente senza peraltro mai esplicitare la sua evidente irrisione, il suo altrettanto evidente disprezzo. Ingoio – non ho alternative.

Di lì in poi l’incubo diviene parte delle mie giornate. Doppiamente oppresso: dallo Stalker e dalle Istituzioni che devo inseguire e sollecitare, dalle quali devo difendermi.

Appena riesco ad avere la conferma dell’esistenza di questa casa che mi viene assegnata facendomi firmare un documento privo persino di intestazione Comunale (avrei potuto scrivermelo da solo, è praticamente carta straccia, non ha alcun valore). Comincio a imballare le mie masserie, smonto metà casa e la trasformo in una specie di magazzino. Contestualmente vivo sul divano e faccio finta di non esistere giacché al minimo movimento percepito dal mio Stalker, comincia l’accanimento contro il contatore cosa che mi costringe a chiedere l’intervento del 113 non sempre ben disposto, disponibile a intervenire. Si diverte, il bastardo: la polizia se ne va e lui torna a staccare la corrente. Rinuncio ad avere la corrente elettrica. Dovrei anche ogni volta denunciare, ma sono sfibrato, rinuncio anche a questo.

Attendo comunicazioni da ERP per andare almeno a vedere l’appartamento e dato che non accade nulla, vado a sollecitare di persona, poi, siccome non ottengo soddisfazione, scavalco tutto e tutti e chiedo nuovamente all’Assessora di attivarsi per sapere quando potrò averne disponibilità.

Il 28 Novembre ricevo una mail che m’informa che l’appartamento non sarà disponibile prima della seconda metà di Gennaio. Penso: come faccio a vivere in queste condizioni altri due mesi?

Quindi, su sollecitazione di troppi, sono andato a bussare all’ultima porta che mi era rimasta per chiedere aiuto concreto: economico (NON HO UN CENTESIMO E QUESTA SITUAZIONE MI COSTA E COSTERÀ UN OCCHIO DELLA TESTA, OCCHIO CHE NON HO) e abitativo (una sistemazione di qui a data da destinarsi). Associazione Luna. Benemerita. Peccato che per statuto possa occuparsi solo di donne. Peccato che mi sia stata offerta solo una consulenza legale che non ha aggiunto nulla a quello che sapevo e so: sono solo come un cane e a niente ho diritto. Lui è super-tutelato e super-garantito. Potrebbe anche ammazzarmi e non farebbe un giorno di galera. Vi sono a Lucca procuratori per i quali esiste solo il reato di Stalking tra ex e non tra condomini, perciò se le denunce arrivano sul loro tavolo, tanti saluti. Infine, dovrebbe essere il Comune ad occuparsene tentando di spostare i molestatori in altri alloggi, ma se l'amministrazione per prima non si attiva o loro - i molestatori - rifiutano il trasferimento…

E intanto io non ho più una casa, non ho più una vita mia, non ho più nulla. A 54 anni.

29 Novembre 2018

E dopo la domanda “Cosa hai fatto per scatenare la sua rabbia?” o anche “Perché ce l’ha con te?”, a seguito dell’inganno con cui l’Amministrazione ha inteso liberarsi di me assicurandomi una casa nel giro di qualche giorno, ecco la nuova: “Sei sicuro di aver compreso con esattezza quando te l’avrebbero consegnata?”.

A me ‘sta cosa che chi subisce un torto ne abbia sempre la responsabilità, comincia a farmi incazzare sul serio.

Ecco l’evidenza: chi questa responsabilità sospetta, insinua (curandosi poco o nulla degli effetti delle azioni vessatorie e moleste, nonché degli inganni elargiti dal sistema, e dei rimedi ai quali, peraltro, potrebbe comodamente contribuire), ha più cose in comune con i persecutori che con i perseguitati.

E anche questa è cultura dello stupro, una cultura così profondamente radicata, interiorizzata, da non poter essere percepita come tale.

30 Novembre 2018

Giacché a Gennaio DOVREBBE finalmente essere disponibile la casa in cui DOVREI trasferirmi, ho provveduto a farmi fare qualche preventivo per dar corso al trasloco affidandolo a persone in grado di sopportare l’enorme quantitativo di chili che dovranno essere spostati e di smontare e rimontare il mobilio. Da solo non posso affrontarlo, anche per una semplice questione di sicurezza personale (qualcuno crede che mi lascerà in pace? SCORDATEVELO). Al momento, il più economico è di 700,00 euro, a cui dovrò aggiungere le spese per gli allacciamenti alle utenze (acqua, gas, luce, ecc.), le eventuali modifiche al piano della cucina (tutto dipende dagli attacchi che troverò) e le parcelle da corrispondere a un idraulico e un elettricista, figure professionali necessarie per collegare correttamente a norma gli elettrodomestici. Ho paura che alla fine la cifra supererà i 1.000 euro.

NESSUNO mi ha prospettato aiuti economici. Non vedrò un centesimo dall’Amministrazione, dagli assistenti sociali, dalle associazioni e quant’altro, perciò sono costretto a chiedere donazioni, anche rimborsabili rendendomi utile in qualche modo, a posteriori. Ecco i miei estremi bancari:



Conto Corrente Bancario intestato a Ethan Ricci, Codice Iban IT63X0623013701000040314150 Credit Agricol Cariparma sede di Lucca.



Com’è ovvio, se non riuscirò a racimolare la cifra necessaria, dovrò fare dei tagli tremendi, cosa che potrebbe anche voler dire entrare in una casa senza collegamenti alle utenze, dover rinunciare a portarmi dietro il mobilio (in particolare la cucina) e chissà cos’altro. Un clochard in appartamento. Lo ammetto, è sicuramente meglio di un clochard in una scatola di cartone o sotto un ponte, ma non mi consolo, soprattutto perché di tutto questo non ho alcuna responsabilità.

Alcuni suggeriscono di chiedere un congruo risarcimento e qualcun altro chiede come mai la Polizia non abbia ancora diffidato lo Stalker. Si può ottenere un risarcimento da un invalido interamente a carico della collettività che non paga nemmeno l’affitto? Può un mascalzone abituato ad offendere e minacciare persino i poliziotti farsi intimidire da una diffida? Si consideri che le sue condizioni fisiche sono incompatibili con la carcerazione. Come ho già avuto modo di dire, potrebbe anche spedirmi al creatore e non farebbe un giorno di carcere, ma non sono interessato ad arrivare a tanto per dimostrare di aver ragione.

Mi aspetta un bel Natale, non c’è che dire, ma si vede che anche da qui devo passare.

30 Novembre 2018

Un’intera esistenza passata a fronteggiare, cercare di capire, sopportare, convivere con la violenza. Una madre manesca, un padre-padrone aguzzino, il resto della famiglia mica tanto meglio. Il bullismo a scuola, alle elementari ma già prima, all’asilo. Gli abusi sessuali nell’adolescenza ed oltre. Il classismo che ha tagliato le gambe, che ha umiliato, offeso e disumanizzato. Il sessismo e la lesbofobia che hanno chiuso ogni strada, ogni seria prospettiva umana e professionale. La violenza persino in certe relazioni lesbiche. Lo stupro di una compagna, per ritorsione contro la mia persona, il mio produrre cultura. Le famiglie contro, piene di vergogna, disconoscenti. Poi la transfobia che condanna al totale isolamento, all’invisibilità. Il primo Stalker a 15 anni, il secondo a poco più di venticinque ed ora, a 54, il più fetido, protetto e impunito di tutti.

Un’intera esistenza passata nella violenza e ancora mi commuovo di fronte alla bellezza.

Sono un giunco.

6 Dicembre 2018

Ho realizzato in questi giorni di non avere più una casa ed è la prima volta che accade dal 1983 ad oggi. In altre parole: vivevo da solo, con un tetto sulla testa, pagando regolarmente affitti da quando avevo 19 anni, da qualche settimana, complice il Comune di Lucca, le Istituzioni, tutto il baraccone, il mio Stalker mi ha privato non solo della tranquillità, ma anche, di fatto, della casa, perché se non voglio rischiare una randellata in testa o qualsiasi altro accidente, lì non posso stare (se non per pochi minuti, entrandovi di soppiatto, come un ladro).

Così ora, a 54 anni, sono senza fissa dimora mentre lui se la spassa facendosi allegramente beffe di questo paese che definirlo MORTO lo si sopravvaluta.

E cosa dire di tutto un sistema che si fa complice degli Stalker? Nulla si può dire che possa definirsi civile e coloro i quali lo sostengono e alimentano non sono migliori di chi mi ha ridotto in questo stato.

7 Dicembre 2018

Stamani mi hanno chiesto chiarimenti rispetto la situazione pazzesca in cui mi trovo. Non ho potuto fare a meno di sostenere l’evidenza, e cioè che di me, della mia situazione, non importa a nessuno, poi ho aggiunto: “Gli unici a cui importa sono quelli che non possono fare nulla per aiutarmi… e forse gl’importa proprio perché non gli costa niente.”

 

LETTERINA DI NATALE

16 Dicembre 2018

 

Vedi, caro Stalker, non ho bisogno di augurarti una morte lenta e dolorosa perché tu già sei destinato a patirla esattamente in questo modo, sei già un morto che cammina, il tuo calvario è già cominciato - non ho motivo di sprecare energie auspicando che tutto il male che (mi) hai procurato ti torni indietro, con gli interessi. Quindi, non è di te che mi occupo ed anzi, sappi che ti scuso, perdono: tu sei il prodotto escrementizio di tutta un’umanità laida che ingrassa a spese tue e mie. Ecco, da tempo volevo dirtelo: io e te abbiamo più cose in comune di quello che il tuo microscopico cervellino sia in grado di comprendere e se solo fossi stato intellettualmente un po’ più dotato, non avresti investito parte delle tue già scarse risorse per fare danno a me, che nulla te n’è venuto, nulla te ne viene e nulla te ne verrà. Oh, lo so bene che da sempre bastoni l’aria a casaccio godendo di ogni colpo andata a segno, ovunque abbia colpito, ma questo non è un merito, per quanto a te far violenza, molestare, paia pratica assai soddisfacente e meritevole. Lo so, ti senti una specie di giustiziere ogni volta che in virtù della tua supposta intoccabilità annichilisci il prossimo, sia esso un potente o un poveraccio, ma è proprio in questa tua incapacità a discernere che sta la tua pecuniaria inutilità, tutto il tuo miserabile essere ed esistere.

Ma non è di te che voglio parlare. Questa è una missiva che affido all’etere affinché giunga, portata da un olezzo di fogna, ove deve.

Il Natale si avvicina ed io, quest’anno, voglio fare un’opera di bene grande e importante, voglio augurare a tutte le persone dabbene (dentro e fuori le istituzioni) che si sono rese tue complici o semplicemente hanno voltato e voltano il capo da un’altra parte, egual destino, pari al mio o anche al tuo, così che imparino ciò che diversamente non potrebbero mai comprendere. Gli auguro di perdere la casa insieme alla serenità, di rischiare la salute e la vita, di essere offese, umiliate e derise, di non essere credute e aiutate, di essere persino ingannate (senza motivo!) da chi, invece, ha le possibilità di alleviarne le sofferenze, risolverne i problemi.

A voi, care, brave persone, auguro uno Stalker tutto vostro, ma non uno Stalker qualsiasi, normodotato, uno come il mio, “speciale”.

Buon Natale, amicici, buon pro vi faccia.

28 Dicembre 2018

Per chi non lo avesse capito (e nel caso proprio non so come sia possibile), sono sotto minaccia dal 2016, nonostante le numerose denunce, vittima di uno Stalker che abita nel mio stesso condominio. Mi ha già spedito una volta al Pronto Soccorso e non perde occasione di ricordarmi che la qualità della mia vita, financo la mia vita stessa, dipendono dai suoi capricci. Quindi, sì, ho rinunciato ad abitare nella mia casa perché rischio di finire all'ospedale ogni volta che provo a entrarci (o uscirci).

A gennaio, forse, mi trasferirò in un altro alloggio. Quello sarà il momento in cui rischierò letteralmente di finire al Campo Santo giacché, ci arriva anche un bambino, non potrò in alcun modo evitare di entrare nel raggio di azione del mio Stalker. Ad oggi, nonostante abbia tentato di far comprendere il problema e la mia enorme nonché giustificata preoccupazione, nessuno tra chi dovrebbe mi ha garantito alcun tipo di protezione o altra misura cautelativa, e nessuno si sogna persino di prospettarla.

Raccogliete la mia storia, non dimenticatela, raccontatela. Raccontate a chiunque che un vostro amico, un vostro conoscente, un vostro fratello, ha perso tutto e rischia la vita per mano di un violento molestatore a cui lo Stato accorda ogni privilegio, compresa l’impunità, purché non gli procuri fastidi.

Raccontatela la mia storia, puntate il dito soprattutto contro i suoi complici, ovvero coloro i quali occupano indisturbati e indifferenti gli scranni del potere, dentro e fuori le sedi di partito, la pubblica amministrazione, le Procure, gli Enti assistenziali.

30 Dicembre 2018

Domani sera, a mezzanotte, sarò con te, ti terrò la zampina, ti stringerò cercando di rassicurarti. Ti riempirò di baci sulla testa, come ti piace, perché voglio farlo e perché te lo devo. Te lo devo per ogni volta che guardandoti mi sono sentito meno solo. Te lo devo per tutta la fiducia che hai in me e proprio non mi sento di meritare. Te lo devo per la solitudine a cui le mie disgrazie ti hanno costretta. E voglio farlo perché non è detto che avremo altre occasioni per guardarci negli occhi come abbiamo potuto fare da quando viviamo insieme, da soli, io e te.

Mi consolo, però, perché tornerai da chi ti vuole bene, in un ambiente che a poco a poco tornerà ad esserti familiare e che nessun idiota potrà contaminare con la sua tossica esistenza. Sarai al sicuro, Titina. Almeno questo, almeno tu.

Mi mancherai, nessuno può immaginare quanto, ma amare è anche questo: saper lasciare andare.

31 Dicembre 2918

Lo so, quello che mi sta accadendo è talmente assurdo, in uno Stato di diritto inaccettabile, che il solo modo per comprenderlo sarebbe trovarsi ad affrontarlo in prima persona, tal quale.

Ormai sono mesi, per non dire anni, che provo a far capire ciò che sono costretto a vivere, senza riuscirci. Sarebbe senz’altro assolutorio per chi non capisce e più semplice per me giungere alla conclusione di essere io ad avere un problema di comunicazione, di non saper dare il senso di ciò che accade, ma così non è. Allora ci provo ancora, come un disco rotto che ricomincia daccapo obbligando la puntina a non uscire mai dallo stesso solco.

Rischio la vita, o almeno rischio di finire al pronto soccorso ogni volta che cerco di rientrare in casa MIA, o di uscirvi. E’ già successo, quindi, in tutta evidenza, non sto esagerando. Per ridurre al minimo il pericolo e per non dover vivere costantemente con la paura, le privazioni e il disagio che le azioni del mio Stalker mi procurano, ho dovuto abbandonare la mia casa. Non vivo più lì, ma devo tornarci quotidianamente sia perché vi ho lasciato, completamente sola, la mia gatta (che mangia due volte al giorno e sta soffrendo tantissimo l’abbandono), sia perché ho bisogno di lavarmi, cambiarmi d’abito, fare insomma alcune di quelle cose che si danno per scontate quando si ha un alloggio, un posto stabile in cui abitare.

La mia casa, oggi, è per metà imballata. Dovreste sapere che ciò è una conseguenza della sconsiderata fanfaronata di un funzionario comunale che il 15 Novembre, costretto dagli eventi e dalle pressioni ricevute, per levarmi di torno mi ha dato la disponibilità di un appartamento per la settimana successiva, appartamento che invece sarà fruibile, FORSE, dopo la prima metà Gennaio. In attesa di averne le chiavi, entro in quella che ancora è la mia casa come un ladro, mi muovo in punta di piedi per non farmi sentire (il mio Stalker abita al piano terra, sotto di me), faccio quello che devo in fretta e ne esco sperando di non prendermi una randellata in testa. Se non vado in orari impossibili, se non sono abbastanza veloce e abbastanza silenzioso, e talvolta nemmeno è sufficiente, lui si precipita al contatore dell’energia elettrica che si trova nel vano dedicato, in loggia, e si accanisce attivando e disattivando la corrente a ripetizione. Talvolta, dopo essersi lungamente divertito, mi lascia al buio e senza riscaldamento. Talaltra smette e poi, anche se nel frattempo è intervenuto il 113, ricomincia.

Vi sono tre ragioni per cui lo fa:

1) cerca lo scontro fisico, una mia reazione immediata e incontrollata, spera che io scenda, mi esponga;
2) gode all’idea di farmi danno ed un modo è fottermi le apparecchiare elettrice ed elettroniche eventualmente collegate alla rete (una casa ne è piena e sono tutte a rischio);
3) vuole farmi sapere che mi tiene d’occhio, LUI sa e può fare come gli pare. E’ ampiamente assodato che coloro i quali hanno i mezzi legali per impedirglielo o almeno contenerlo, non sono minimamente intenzionati ad usarli. Lavorare stanca e ad avere a che fare con lui doppiamente: garantisce fastidi e seccature in quantità straordinaria di qui all’eternità (evidentemente si crede immortale, ma non dovrebbe campare a lungo).

Quindi, dovrei chiedere l’intervento del 113 o del 112 quasi ogni giorno ad orari diversi, conseguentemente dovrei sporgere, ogni santa volta, querela, perdendo intere giornate della mia vita, INUTILMENTE. Capite che non è possibile farlo sempre? Lui vive di questo, è il suo passatempo, io ho anche altro da fare e ancor di più lo avrò a Gennaio quando, presumibilmente (lo spero perché altrimenti a dramma si aggiungerà dramma), dovrò trovarmi un lavoro. Così, ormai, lo lascio fare e poi, appena posso, fuggo da casa sempre sperando che non mi attenda in loggia per farmi la festa, cosa probabile perché, come testimoniano i condomini che si sono imbattuti in lui acquattato nell’ombra, spesso si apposta nell’androne, al buio, e mi aspetta. E’ un miracolo che ad oggi non ci siamo ancora “incrociati”.

Come ho già scritto e non dovrebbe essere così difficile da comprendere, un trasloco mi esporrà enormemente, proprio non potrò evitare di entrare in contatto fisico con lui e le conseguenze potrebbero essere per me peggiori di quanto io stesso sia in grado di immaginare adesso. L’unico modo per ridurre i rischi è evitare per quanto possibile di incontrarlo, essere comunque sempre accompagnato (sarà MOOOOLTO difficile poter disporre di costante, saggia e robusta compagnia) e, soprattutto, affidare almeno il grosso del trasloco a una ditta che in autonomia (dandogli le chiavi di casa) smonti e porti via tutto senza che io debba per forza essere presente.

Ricordo, ancora, che è in corso una raccolta fondi attraverso la quale spero di riuscire a racimolare abbastanza denaro per sostenere le spese del trasloco e poter almeno provvedere agli allacci delle utenze (gas, luce, acqua, ecc.). Ecco gli estremi:

 

Conto Corrente Bancario intestato a Ethan Ricci, Codice Iban IT63X0623013701000040314150 Credit Agricol Cariparma sede di Lucca.

 

In mezzo a tutto questo c’è Tina, il suo benessere, la sua incolumità, il pericolo che durante il trasloco trovi le porte aperte e fugga spaventata, o si faccia male, o chissà cos’altro. Non basta costringerla a vivere da sola in una casa sostanzialmente disabitata? Devo anche esporla ad un supplemento di rischio e sofferenza? Ovviamente no e dato che una famiglia l’aveva ed io, per puro egoismo, l’ho voluta con me quando la mia relazione decennale è finita, lì tornerà. Una sistemazione provvisoria ma che, all’occorrenza, potrebbe anche essere definitiva perché io mica lo so come finirà questa storia.

Un gatto non è un cane, un pacco postale. I gatti sono abitudinari. Qualsiasi eccezione alla quotidianità può essere traumatica o almeno fortemente destabilizzante. Tina è sensibilissima, Il minimo cambiamento le nuoce e il punto debole, non è un caso raro, sono i reni. Anche se non ne sono responsabile, penso di averla strapazzata anche troppo ed ora che siamo al punto di svolta, che sta per iniziare uno dei periodi più difficili e pericolosi della mia intera esistenza, un periodo che potrebbe durare mesi e dal quale potrei non uscire, è mia ferma intenzione metterla in salvo.

Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.

5 gennaio 2019

Caro Stalker, mi hai fatto di tutto e non ho versato una lacrima. Mi hai tolto la serenità, la casa, la sicurezza, mi hai mandato al Pronto Soccorso, aggredito, infamato, insultato, minacciato e non ho versato una lacrima. Non mi sono nemmeno arrabbiato, non tanto con te, povero mentecatto. Ma ora che non ho più un posto dove tornare, atteso, ho il cuore in frantumi.

Prega il tuo Dio, il Dio degli ipocriti, che non ti torni indietro nemmeno un centesimo di quello che hai fatto a me, a noi.

Prega, bastardo.

13 Gennaio 2019

A quanto pare sono ancora lontani i tempi in cui potrò avere nuovamente una vita mia, una casa in cui rifugiarmi sbattendo fuori dall’uscio il mondo, QUESTO mondo, il mondo vostro, il mondo degli ipocriti, degli indifferenti, dei bugiardi, degli imbroglioni, degli odiatori, dei violenti, dei prevaricatori, dei disprezzatori, dei vanagloriosi – dei privilegiati.

La mia amarissima, durissima vicenda mi ha mostrato la realtà. Ha stracciato il velo pietoso dietro cui tutto si confondeva e mi sembrava non così insostenibile. Invece è peggio che orribile e il mio Stalker, in mezzo a tanta gente dappoco, è il male minore, uno strumento in uso a chi maneggia il potere, reale o immaginario, qualunque peso, forma e sostanza abbia.

Al vostro mondo non appartengono le gentili persone che DISINTERESSATAMENTE, perlopiù senza nemmeno conoscermi, invece di lavarsi la coscienza sbandierando pubblica e falsa indignazione, elargendo a gran voce consigli non richiesti, talvolta a sproposito e sempre inutili, hanno fatto e fanno, CONCRETAMENTE. Qualcuno mi ha offerto beni di prima necessità, qualcuno ha cercato per me scatole di cartone, qualcun altro ha regalato qualche decina di euro, qualcuno ha messo a disposizione braccia, auto, un divano o una camera degli ospiti, tre o quattro hanno almeno condiviso la mia storia che parrà poco, ma poco, in questo VOSTRO deserto, è già tantissimo. Ognuna di queste persone non ha chiesto niente in cambio, non ha agito per farsi bella o per farmi un favore (i favori si ricambiano, perciò farli a me non avrebbe senso e forse è per questo che sono così isolato), l'ha fatto e basta, gratis. Le gentili persone a cui mi riferisco si contano sulla punta delle dita di quattro mani (e probabilmente esagero), a fronte di oltre 800 contatti FB, di cui almeno un terzo lucchesi, più che conoscenti.

Eccola la realtà, nuda e cruda, senza veli.

Così avevo pensato di scrivervi una lettera aperta, togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Avevo pensato di scrivere a voi, soprattutto a voi cari lucchesi complici senza saperlo del mio Stalker, e a te, caro strumento nelle loro mani, invece, più passano i giorni e meno senso riesco a dare persino al solo pensiero di farlo. Non vi meritate nulla, nemmeno lo sforzo che dovrei compiere per dirvi quello che penso.

La realtà che si è palesata oltre il velo dell’apparenza, dell’illusione, mi è così aliena che non intendo sprecare altro tempo ed energie nel tentativo fallimentare di farne parte. La realtà che io vedo è il VOSTRO teatrino, non il mio: un gioco delle parti che mi è estraneo ed ostile, dal quale, avendone coscienza e non avendo moneta di scambio, sono naturalmente escluso. Non potrebbe essere altrimenti. Ne prendo atto. Faccio volentieri un passo indietro e levo il disturbo.

Mi do ancora un po’ di tempo per uscire dall’incubo. Quando avrò ritrovato la serenità necessaria abbandonerò FB. Finché potrò rimarrò sul Web con il mio sito, quando non potrò più o non avrò altro da dare, l’oblio mi inghiottirà definitivamente.

Sicuramente non ci mancheremo e sono certo che nemmeno vi accorgerete della mia assenza.

 

RACCOLTA FONDI PER COPERTURA SPESE TRASLOCO, ALLACCIO UTENZE, MANUTENZIONI, ECC.

 

Ad oggi, grazie alla generosità di soli 11 donatori, ho raccolto 640 euro. Il traslocatore ne ha chiesti 700, poi c’è tutto il resto.

Chi desidera rendersi utile contribuendo economicamente può ancora farlo, ovviamente:

 

Conto Corrente Bancario intestato a Ethan Ricci, Codice Iban IT63X0623013701000040314150 Credit Agricol Cariparma sede di Lucca.

 

Le persone che hanno fatto e faranno un bonifico, riceveranno mie notizie appena avrò risolto l’emergenza abitativa e potrò quindi considerare conclusa la raccolta fondi.

A cose fatte spero di potermi sdebitare in qualche modo, con TUTTI. Grazie, davvero.

27 Gennaio 2019

E per chi se lo stesse chiedendo… no, non ho ancora una casa, ancora vivo dove capita.

Il comune di lucca, l’assessorato al sociale, l’ufficio casa e l’ente gestore (erp), oltre a non sapere e forse non volere gestire i “casi sociali” molesti e pericolosi, oltre a scaricarne il peso sul cittadino che ovviamente non può sostituire le istituzioni nelle prerogative e nelle responsabilità che non gli competono, nemmeno s’impegnano a fare il minimo necessario per aiutarlo nella propria, personale difesa, se ne lavano proprio le mani. Così, è da quasi tre mesi che pago regolarmente l’affitto di una casa comunale nella quale non posso vivere e attendo, senza avere fissa dimora, che mi sia consegnato l’appartamento proposto, appunto, a Novembre, unica offerta di aiuto ricevuta, farlocca come chi se ne riempì la bocca, l’assessora in carica e il sempiterno funzionario comunale che spero di non dover MAI PIU' incontrare.

Converrete, quindi, che per scrivere questo post non abbia senso sprecare maiuscole, vero?

28 Febbraio 2019

Eccomi con un piccolo bilancio e una notizia che rallegrerà le persone che sono state e sono in pena per me: ho avuto le chiavi del loculo nel quale andrò a vivere appena l’avrò reso adatto alle mie esigenze. Ho alcuni lavori anche importanti da fare (lo spazio è assai ridotto e la disposizione delle due misere stanzette che il Comune mi ha concesso – com’è nel mio diritto, non ho avuto alcun regalo - riduce la possibilità di adattare l’esistente), ma farò del mio meglio per godere almeno della possibilità di non essere spedito al creatore per mano del mio supertutelato Stalker.

Avrei già dovuto cominciare a imbastire lavori e trasloco, ma è da una settimana che combatto contro una gastrointerite virale tremenda che mi ha tagliato le gambe. Ho 30 giorni a norma di legge per trasferirmi. Il Comune dovrà aspettare.

La sottoscrizione è più che mai attiva, ancora, in quanto le spese per rendere vivibile la casa sono lievitate, spese di cui devo farmi carico io perché il Comune non intende dare nulla di più di quanto è già nella mia disponibilità. Abbastanza scandaloso, ma tant’è.

Dunque… la porta d’ingresso è praticamente un inutile e inguardabile pezzo di cartone perlopiù distrutto che devo al più presto aggiustare, la serratura è guasta e spesso la porta resta aperta, i doppi vetri degli infissi sono opacizzati al punto che non si vede l’esterno, l’impianto elettrico avrà bisogno di una robusta revisione con sostituzione di alcune prese e del citofono che sta su con lo sputo (solo a guardarlo si rischia di contrarre il tifo), da sostituire pure il termostato che, anche se nuovo di trinca, deve essere un fondo di magazzino perché a rotella non lo installa più nessuno, dovrò acquistare parecchio legname per ricavare armadietti sopra le porte, gran parte del mobilio e delle cose con cui ho reso l’attuale casa confortevole e sicura - zanzariere, impianto di allarme, tende di sartoria, tenda da sole sul terrazzo, ecc. – o non potrò portarle con me o per poterle modificare dovrò investire altro denaro, oppure rinunciarvi rimettendo anche l’investimento iniziale. L’ho detto, un loculo, senza nemmeno una cantina, che mi costerà un occhio della testa per dargli dignità e vivibilità, ma la vista è bella (godibile a patto di sostituire i doppi vetri) e finalmente, per la prima volta in vent’anni di casa popolare, non avverto la cappa di negatività con cui ho più o meno convissuto fino ad ora. Lì mi sembra che si possa respirare.

Vi tengo aggiornati e ancora grazie di cuore, a chi ha dato e a chi darà.

"Il trasloco", Lisandro Rota

20 Marzo 2019

Sto compiendo il miracolo: trasformare un loculo sporco pieno di difetti e guasti, in un nido bello, funzionale e funzionante, straordinariamente accogliente e confortevole. Grazie alle vostre donazioni (non sufficienti, ma senza le quali niente di quello che sto facendo sarebbe stato possibile) e grazie ai materiali che conservavo in cantina (prodotti e legnami), sto terminando di costruire i mobiletti su misura che mi sono necessari ed entro qualche giorno dovrei terminare le riparazioni ai numerosissimi accidenti che affliggevano questo vecchio appartamento maltrattato. Vi sono cose che non potrò aggiustare, altre non potrò cambiarle o migliorale, altre ancora, per il momento, non potrò acquistarle, ma il grosso pare proprio risolto o realizzato.

E’ un appartamento molto piccolo con le finestre esposte ad ovest. Ogni sera, chiudendo casa dopo una lunga e faticosissima giornata di lavoro, mi stupisco dello spettacolo di luci e colori che il panorama mi regala accomiatandosi da me e dal giorno. Allora, le stanze si riempiono di una luce bellissima che si sposa perfettamente con i colori e con la tecnica decorativa che ho scelto per le pareti. Da lì vedo alberi, monti e tanto, tantissimo cielo. Le case intorno non sono né d’intralcio alla vista, né di disturbo, sebbene il vicinato sia incredibilmente rissoso e rumoroso. Tra poco gli alberi si riempiranno di foglie e quelli confinanti con la finestra della camera mi regaleranno l’illusione di vivere in un bosco. Qui, lo so, ritroverò una parte di me che vent’anni fa ho barattato in cambio di un appartamento tradizionale e qui, spero, troverò altre parti di me che ancora non ho incontrato.

Vorrei aver già terminato il trasloco, ma non credo che riuscirò a trasferirmi prima della seconda metà di Aprile, certamente non potrò farlo prima che la casa sia dotata di Gas metano, cosa che non è dato sapere quando accadrà dato che l’ERP e l’idraulico da lui incaricato per la messa a norma dell’impianto, stanno rendendo la cosa complicatissima sbagliando certificati, non compilando moduli, ecc., tutte scartoffie senza le quali non può esservi alcuna attivazione.

Quando finalmente anche l’ultimo spillo avrà trovato posto in qualche angolino di questo luogo magico, sarete tutti invitati. A piccolissimi gruppi, e i donatori, specialmente quelli lontani, riceveranno un video dedicato grazie al quale potranno vedere come sono state spese una parte delle loro PREZIOSISSIME donazioni.

Poi, a bocce ferme, magari mi tornerà la voglia di occupare il tempo regalando qualche nuova storia.

Intanto… eccovi il mio buongiorno è un pizzico della mia contentezza.

P.s.: lo Stalker? A trasferimento concluso potrei mandargli un omaggio floreale per ringraziarlo di avermi costretto a cambiare casa. Chissà.

5 Maggio 2019

Prima notte sul divano in casa nuova, da abitante (anche se non mi posso ancora trasferire definitivamente), non da operaio tutto fare che cerca di salvarla dall'auto/distruzione. È inverno. Guardo la neve che ha ricoperto i monticelli qui intorno, batto i denti (niente gas, niente riscaldamento), ma gongolo. Finalmente è tornata a risuonare la mia musica e la bellezza (quella che so creare e quella che so scovare) mi circonda. Oggi. Domani... è un altro giorno.

19 Maggio 2019

Sulle mie "scelte" ha pesato e pesa la persecuzione messa in atto ai miei danni dal mio Stalker. Lui ha condizionato pesantemente e forse irreversibilmente la mia esistenza in questi ultimi tre anni, in particolare negli ultimi sei mesi, ma (e so che gli dispiacerà) è arrivato ultimo, prima del suo ingresso a gamba tesa nella mia vita la fila di gambizzatori era già lunghissima. Certo, ha avuto i mezzi e le occasioni che sono mancate agli altri e in più ha trovato nelle istituzioni degli alleati formidabili che, ben oltre le sue intenzioni e il suo potenziale distruttivo, hanno messo un carico tremendo sulle mie spalle trattandomi come nessuno mai e privandomi dei miei diritti fondamentali, ma ho capito che anche in questo non vi è nulla di straordinario, stupefacente: l'indifferenza e l'odio, il disprezzo, possono ammorbare chiunque, trasversalmente, e i tempi sono maturi per un ritorno alla sopraffazione delle categorie sgradite. Questa è la banalità del male e i primi, talvolta gli unici a farne le spese, sono i pezzenti che come me non servono a nessuno.

Concludo annunciando che è possibile (non mi azzardo a scrivere "probabile") che entro la fine del mese possa davvero trasferirmi nel nuovo appartamento (che, detto tra noi, adesso mi calza come un guanto e adoro come non ho mai amato altro luogo). Nei prossimi giorni, oltre a completare il trasloco, sarà collaudata la caldaia e se tutto funzionerà correttamente, potrò almeno disporre dell'acqua calda (dei fornelli no perché non ho più un centesimo e quindi non posso pagare un idraulico per mettere in funzione la cucina, ma va bene così, mi basta di potermi lavare).

Vi aggiornerò. Grazie per essere ancora qua.

"Trasloco al mare", Lisandro Rota

23 Maggio 2019

Trasloco ultimato. Dal 21 Maggio ho finalmente lasciato alle spalle i miei ultimi vent’anni (in particolare gli ultimi tre) e, soprattutto, il mio Stalker che con la sua persecuzione mi ha obbligato ad andarmene. Suppongo che prima o poi scoprirà che le sue azioni hanno riempito un bicchiere che era mezzo vuoto, da tanto tempo. La situazione è economicamente drammatica (non posso permettermi di pagare un idraulico quindi rimarrò senza cucina chissà per quanto), ma l’umore è più che ottimo. Finalmente posso ricevere le persone, camminare normalmente, non temere per la mia incolumità, vivere la mia casa, dormire sereno. Qui, è una meraviglia - giuro. Ho trasformato un loculo in un nido caldo e accogliente che mi calza a pennello come un bell’abito di sartoria.

2 Giugno 2019

Il Comune dovrebbe consegnare alloggi in buono stato, con impianti sicuri, a norma, ed ogni altro accorgimento che non costringa l'utenza ad effettuare interventi improvvisati o a indebitarsi per rendere la casa abitabile almeno nella sua essenzialità. Non è pensabile che basti imbiancarli o cambiare le cinghie degli avvolgibili per considerarli dignitosi e immediatamente abitabili, soprattutto se trattasi di appartamenti vecchi, maltrattati dai precedenti affittuari e magari pure mal costruiti.

A fronte di appartamenti nuovi o consegnati completamente ristrutturati ben oltre l'essenziale e il necessario (porte blindate, stucco veneziano alle pareti, ecc.), si hanno alloggi dati in affitto in condizioni difficilmente giustificabili. Il mio caso.

Ecco le criticità e i guasti maggiori riscontrati dopo la consegna dell'appartamento, ristrutturandolo per quanto a me possibile...

Risolti a mie spese…

01) L'impianto elettrico malfunzionante, nonché le prese e gli interruttori TUTTI da tassellare per fissarli saldamente alle loro scatole.
02) Il campanello e la luce delle scale non funzionanti.
03) Il citofono non funzionante e non riparabile.
04) I cassoni degli avvolgibili marcescenti.
05) Le porte interne rotte o rovinate.
06) Le serrature delle porte interne guaste.
07) La rubinetteria del terrazzo inadatta ad un uso funzionale.
08) La serratura della porta d'ingresso gravemente difettosa al punto da non poter essere utilizzata.
09) Il telaio della porta d'ingresso molto danneggiato a causa di una precedente intrusione con scasso.

Non risolti…

10) Impianto idraulico privo di chiavi d’arresto per singolo ambiente.
11) Pavimentazione con molte mattonelle non più aderenti.
12) Piastrellatura incoerente e/o rotta nel bagno.
13) Cedimento strutturale irrimediabile dei cardini e del telaio della porta d'ingresso.
14) Tubature dell'impianto di riscaldamento fuori muro, a vista, nel bagno.
15) Doppi vetri guasti (ormai non più a tenuta stagna ed isolanti, sporchi all'interno ed opacizzati).
16) Guarnizioni degli infissi in alluminio insufficienti o mancanti.
17) Telai in alluminio degli avvolgibili instabili.

Ciò che, sputando sangue ed interessando l'assessorato, sono riuscito a far "sistemare" dall'Ente Gestore...

18) Messa a norma di una caldaia nuova, appena installata!
19) Sostituzione termostato nuovo, appena montato, ma obsoleto.
20) Riparazione degli sportelli dei vani dei contatori del gas.

Le altre richieste che ho fatto all'Ente Gestore. Non è dato sapere se e quando saranno evase...

01) Sostituzione di un termosifone non funzionante in cucina.
02) Installazione di valvole termostatiche ai termosifoni per ottimizzare i consumi.
03) Sostituzione dei doppi vetri guasti (ormai non più a tenuta stagna ed isolanti, sporchi all'interno ed opacizzati).
04) Sostituzione e/o implementazione delle guarnizioni degli infissi in alluminio attualmente insufficienti o addirittura mancanti.
05) Riparazione dei telai in alluminio degli avvolgibili (instabili e pericolanti).

Non ho fatto domanda di mobilità per capriccio, né sono stato allontanato dal precedente alloggio per punizione - ho dovuto, per sfuggire alla persecuzione di uno Stalker che la legge e le istituzioni proteggono, o almeno non intendono sanzionare e contenere. Non mi è stato dato nulla che non fosse mio diritto avere ed anzi, in tutta evidenza sono stato trattato perlomeno con colpevole trascuratezza. A causa dell'indifferenza e delle inadempienze di ERP (l'Ente che gestisce l'Edilizia Residenziale Pubblica), ci sono voluti ben tre mesi per imbiancare 44 metri quadrati ed altri tre per ottenere la fornitura di Gas metano. Ancora la partita non è chiusa, ma dal 21 Maggio 2019, finalmente, ho una casa e non rischio più la pelle.

3 Giugno 2019 - RACCOLTA FONDI, RESOCONTO

Una parte dei costi di ristrutturazione sono stati coperti dalle donazioni che ho raccolto tramite Facebook. Grazie alla sottoscrizione informale ho racimolato 1.835,00 euro (altri 1.700 li ho avuti in prestito e prima o poi dovrò in qualche modo restituirli) senza i quali proprio non avrei saputo come fare. Una cifra importante, anche se non sufficiente a coprire l'intero ammontare dei lavori e del trasloco, ma va bene così, se aspettavo che fossero le "istituzioni" a darmi una mano...

In ordine alfabetico e senza cognomi per non creare problemi, grazie di cuore a...

• Adam B.
• Agnese P.
• Albertina d. C.
• Anna B.
• Anna S.
• Anna S.
• Barbara R.
• Caterina F.
• Daniele B.
• Elena L.
• Emanuela C.
• Gianni Q.
• Gioacchina D. D.
• Graziella B.
• Lidia B.
• Manuela A.
• Maria Teresa E.
• Marina C.
• Marino B.
• Nicolina R.
• Paolo Carlo P. ed Elis P.
• Serena I.

Non solo denaro.

Grazie a...

• Gabriele Dario B. che ha avuto bisogno di me nel momento sbagliato, ma spero che ci rifaremo.
• Rita, che mi ha procurato le scatole migliori del mondo.
• Titti e Andrea, per il furgone e le braccia.
• Cristiano, che ha realizzato le tende e mi ha regalato una stampante.
• Sara C., per TUTTO, ma in particolare per la pazienza.
• Sandro, per aver sostituito il citofono, gratis.
• Luciano M. e Tiziana S., per l'aiuto disinteressato.
• Sara B., per avermi prestato i soldi senza i quali non avrei una porta d'ingresso che almeno si chiude e una cucina funzionante.
• Francesca P. e Anna B., campionesse di generosità. Chissà cosa ho fatto per meritare la vostra amicizia.

Grazie anche alle persone che si sono interessate al mio caso, che hanno chiesto, sollecitato, spinto (inutilmente) per una rapida soluzione o per altre forme di aiuto che non si sono concretizzate. In particolare, grazie, Lili, ci hai provato - basta e avanza.

Infine, per quanto riguarda la mobilità, il ringraziamento più grande va a Lucia - senza di lei sarei ancora qui ad elemosinare considerazione e soluzioni.

Spero di non aver dimenticato nessuno, in caso non me ne voglia: sono stati e sono tempi difficili, specie per la memoria che l'età sta mandando in vacanza :)

Vi aspetto tutt*, prima o poi, per un caffè.

15 Giugno 2019

Felice in questa casa che posso vivere senza temere ritorsioni per il solo fatto di esistere. Sapete del mio Stalker. Di quell’esserino deforme così inutile eppure così dannoso che mi ha sequestrato per tre lunghi anni. La maggior parte delle persone sostiene che non dovevo andarmene, che dovevo restare e fargliela pagare a bastonate, che doveva andarsene lui, con le buone o le cattive, come se questo potesse dipendere dalla mia volontà. Qualcuno è arrivato ad insultarmi dandomi del vigliacco e dello stupido per non aver rischiato la galera, per essermi arreso, avergliela data vinta. Sì, sono stato proprio un cretino… a non essermene andato prima! Ora che finalmente sono al sicuro, che un poco alla volta la mia vita sta tornando alla normalità, capisco quanto male mi ha fatto e cosa ho perso in questi anni, quanto negativamente mi ha condizionato e quanto mi è costato. Se non mi avesse spedito al pronto soccorso sei mesi fa, sarei ancora nel mio precedente alloggio, muto, immobile, a cercare di rendermi invisibile per non attirare la sua attenzione, non subirne la violenza, come se fossi io a scatenarla.

Sono tornato ad ascoltare la musica, scrivo, vado in bicicletta, sorrido, rido e dormo sonni quieti. Cammino per casa senza preoccuparmi di fare rumore e talvolta me ne accorgo con stupore. Non ho più soldi perciò non posso ancora permettermi di attivare la cucina, ma quanto è bello lavare i piatti sul terrazzo e cucinare con il fornellino da campeggio! Quanto è bella e cara, preziosa la libertà. Lo capisci solo dopo averla persa, solo dopo averla riconquistata.

Quante cose diamo per scontate quando tali non sono, mai. Fare una doccia, cucinare un piatto di pasta, camminare per casa, scendere le scale, ospitare amici, lasciare che parlino con il tono di voce che preferiscono, lasciare che salgano le scale senza doversi preoccupare che siano intercettati da un pazzoide in vena di insulti e minacce. Ci vorrà un po’ prima che tutto questo mi sembri normale e forse farei meglio a non avere fretta per continuare a goderne.

La mia camera, adesso, è posizionata in una parte della casa che resta abbastanza isolata. Solo una parete confina con l’appartamento accanto e davanti la finestra c’è un albero verdissimo, quasi sempre scosso dal vento, sembra di stare in un bosco, in un continuo, cullante stormire. Pensa, potremmo, sdraiati al fresco, passare ore ed ore a parlare, o bisbigliare, o in silenzio ascoltando la dolcezza infinita che questo spazio e questo tempo regala.

22 Agosto 2019

Piccolo aggiornamento riguardante le beghe che ho avuto e continuo ad avere con l’utenza del Gas, in particolare con ENEL che è il mio fornitore di luce e gas, appunto.

Sapete che mi ci sono voluti ben tre mesi per poter avere il gas nel nuovo appartamento. Tre mesi perché:

1) la ditta di idraulica incaricata da ERP di installare la caldaia prima che la casa mi fosse assegnata non comprendeva la normativa vigente e quindi si rifiutava di fornire certi moduli che invece erano necessari affinché la richiesta di attivazione andasse a buon fine.
2) ERP non comprendeva il problema e quindi se ne lavava le mani scaricandolo su di me che nulla OGGETTIVAMENTE potevo fare.
3) La ditta installatrice della caldaia non aveva fatto il lavoro a regola d’arte e quindi il collaudatore si rifiutò di certificarne il corretto funzionamento.

L’intervento risoluto di una Assessora riuscì nell’impresa disperata di far ragionare ERP che a sua volta costrinse a ragionare la ditta che finalmente (dopo non vi dico quanti errori nella compilazione e quanti invii di copie sbagliate) mi consegnò i moduli completi solo tramite i quali GESAM accolse la richiesta di attivazione (sembra la fiera dell'est). Non solo, grazie al suo intervento, ERP costrinse la ditta a tornare per mettere a norma l’impianto e, nottetempo, aggiustò i vani esterni dei contatori che erano senza sportelli chissà da quanto (Gesam non avrebbe mai attivato la fornitura se i vani ne fossero stati sprovvisti).

Quindi, il 10 Maggio ebbi attivato il gas, il 20 vi fu il collaudo della caldaia e subito il 21 l'installatore la mise a norma. Già quella sera, avendo finalmente l'acqua calda, mi trasferì nel nuovo appartamento. Il 3 Giugno andai negli uffici ENEL per chiedere la disattivazione delle foriture di luce e gas dal vecchio alloggio e il 4 consegnai ad ERP le chiavi di casa. Con la luce non ci furono problemi e nel giro di appena qualche giorno la pratica fu chiusa, con il gas… altro giro, altra corsa - demenziale.

Ad oggi, ancora la fornitura risulta attiva nonostante:

1) Sollecito di cessazione datato 13 Luglio, protocollato.
2) Invio puntuale di tutta la documentazione richiesta (tra cui dati catastali e quant’altro) tramite l’ufficio commerciale che ha ulteriormente sollecitato in almeno altre due occasioni (andando io personalmente e perdendo ore in attesa).
3) Ulteriore sollecito del 26 Luglio, protocollato.
4) Numerose telefonate degli uffici di ENEL che pare più confuso di me.
5) Annunciazione dell’intervento previsto in data 11 Agosto del tecnico per la chiusura con suggello del contatore.

Nel frattempo:

1) la signora assegnataria del mio precedente appartamento si è trovata (e ancora oggi si trova), nella stessa condizione in cui mi ero trovato io con il nuovo alloggio: non può attivare la sua fornitura! Come potrebbe dato che è attiva ancora la mia?
2) Io continuo a ricevere le bollette del Gas come se ancora vi abitassi e usufruissi della fornitura che non gode più, però, del Bonus Sociale di cui ho diritto.
3) Non posso godere del Bonus Sociale applicato alla fornitura del gas dell’attuale appartamento perché il fatto che risultino attive due forniture intestate allo stesso utente, per due alloggi comunali, è un’anomalia al limite dell’illecito.

Di più, il 26 Luglio la questione è esplosa: mi chiama un certo assessore che fa da referente alla signora assegnataria del mio precedente appartamento e, pensando che di questo ritardo ingiustificabile sia responsabile io, quasi mi aggredisce. Apriti cielo! Fortuna che eravamo al telefono perché di persona non mi sarei trattenuto. Ci siamo spiegati e capiti - non ho responsabilità, ma rimane il fatto che questa dannata fornitura mi rimane attaccata addosso come una zecca. Da allora lo informo puntualmente degli sviluppi. Così feci il 17 agosto per avvertirlo che il tecnico doveva aver suggellato il contatore e chiesi che la signora andasse a verificare se effettivamente erano stati apposti i sigilli. Mi rispose che la signora aveva fatto richiesta di attivazione, quindi diedi per scontato che finalmente la cosa fosse risolta, invece…

Per scrupolo, stamani, ho verificato nel mio profilo Enel che la disdetta con suggello del mio contatore e della mia fornitura sia avvenuta... illusione, dolce chimera sei tu. Ho nuovamente telefonato e scritto ad Enel ed ho attivato un nuovo (l'ennesimo, non ne posso più) sollecito. Pare che entro 24 ore debba accadere qualcosa. Pare. Cosa debba accadere, poi, è un mistero.

La beffa, il danno. Il danno e la beffa.

Qualcuno mi dia un pizzicotto - mi tocco se ci sono.

 

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